MODA: JEANS LEVI’S FUORI DAL GUADO

20 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Levi Strauss & Co., il produttore di jeans per antonomasia, ha presentato agli investitori un bilancio trimestrale ancora in perdita ma che lascia intravedere una possibilita’ di uscita dal tunnel della crisi.

Nel secondo trimestre dell’anno il calo del fatturato e’ stato contenuto al 6% contro una flessione del 15% registrata nel primo trimestre. L’utile operativo ha raggiunto i $120,2 milioni, in netto miglioramento rispetto ai $71,1 milioni del 1999.

Questi i primi effetti della “cura da cavallo” imposta dall’amministratore delegato Philip Marineau, costata migliaia di licenziamenti in tutto il mondo.

“Questi risultati rafforzano la mia convinzione che riusciremo a stabilizzare i business entro la fine dell’anno – ha detto Marineau – abbiamo ancora molta strada da fare ma ritengo che la svolta sia ormai in atto”.

La crisi dello storico marchio di San Francisco, secondo gli analisti, va individuata nell’incapacita’ di capire per tempo le tendenze della moda, con la cessione di importanti quote di mercato nei confronti di Calvin Kline, Tommy Hilfiger e dell’italiana Diesel.

Lo scorso anno la situazione era precipitata al punto da costringere la societa’ a impegnare, per la seconda volta nella sua storia, il marchio Levi’s come garanzia per l’esposizione con le banche.

La societa’ e’ presente in oltre 40 Peasi e commercializza jeans, abbigliamento casual e accessori uomo donna con il marchio Levi’s.