Ministero Economia: Berlusconi, “toccherebbe a me”. Veto su Saccomanni

26 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) -“Abbiamo già dato con i tecnici, veniamo da un governo che ha fatto disastri col suo eccesso di rigore”. Silvio Berlusconi, intervistato oggi da Corriere della Sera, Repubblica, Stampa e Giornale, spiega che ora “serve un governo politico che sappia rilanciare l’economia”. Dunque, scatta il veto a Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, per il discastero dell’Economia.

“Se volessero fare le cose per bene – dice al quotidiano di via Solferino -, chiamerebbero me che in campagna elettorale ho sempre detto che mi proponevo come ministro del Tesoro, non come premier. Ma non lo faranno mai. E allora c’e’ Brunetta: sarà incazzoso, litigioso, ma e’ uno molto intelligente”.

Un ruolo per sè Berlusconi lo vuole comunque, magari “nella commissione per le riforme istituzionali“, se si fara’.

L’ex premier sottolinea che l’ok al governo arriverà non per il placet su un singolo provvedimento, come l’Imu, ma “sulla qualità complessiva della manovra che verra’ proposta”, ricordando che il Pdl ha già presentato “sei disegni di legge per il lavoro e per le imprese. Possiamo fonderli in un unico provvedimento, una specie di decreto salva Italia”.

Nessun veto invece su una eventuale conferma di Cancellieri al Viminale. “L’ho proposta io come prefetto a Bologna – dice a Repubblica -, volevamo candidarla. Ma ripeto, prima va trovato un accordo sul programma.

Alla Stampa Berlusconi ripete che fra le priorità c’è quella di “eliminare la camicia di forza che la burocrazia impone alle imprese, con le eccessive autorizzazioni ex ante necessarie ad avviare un business”, poi abrogare l’Imu, patrimoniale permanente che ha tolto soldi dalle tasche delle famiglia e fiducia”, ma anche “ridurre l’Irap” e “cambiare tutto a Equitalia”.