MILANO CORRE NEL RUSH FINALE E CHIUDE A +2,74%

23 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa di Milano ha chiuso in forte rialzo.

Il Mibtel ha fatto un balzo del 2,74% a 32.647 punti, mentre il Mib30, l’indice dei trenta titoli principali, ha guadagnato quasi il 3% (+2,94% a 48.121).

La suspence in attesa dell’audizione di Greenspan ha ceduto quindi il passo a una corrente di denaro dopo le dichiarazioni “morbide” del presidente Fed, malgrado le perdite del Dow a cui ha peraltro fatto da contraltare il rimbalzo del Nasdaq.

Oltre che sulle tlc, buon denaro anche su svariate altre blue chip con Finmeccanica congelata più volte per eccesso di rialzo.

Ottimo risultato per le azioni Autostrade che chiude a +8% in vista dell’ok dell’antitrust al passaggio alla cordata Benetton (anch’esso +8%) e sulle voci di quotazione di Blu, che hanno giovato anche a Italgas (+6,4%).

Tra i telefonici è stata la giornata di Tim (+9,14%), che ha nettamente sovraperformato il resto del comparto su considerazioni fondamentali e una girandola di voci tra cui quella del possibile ingresso nel capitale di Deutsche Telekom tramite T-mobile, suo braccio nella telefonia mobile.

Per Olivetti (+2,21%) e Tecnost (+6,93%) si parla anche di fusione con un concambio premiante per quest’ultima. Telecom guadagna il 4,66%.

Buone performance anche per le Enel, sugli scudi per tutta la giornata, che hanno chiuso con un progresso del 5,45%. Le Edison si sono fermate, invece a +2,19%.

Dopo essere state in campo negativo per quasi tutta la seduta le azioni della Fiat hanno chiuso in ribasso perdendo oltre un punto percentuale.

Buoni risultati anche per gli editoriali con le Seat P.G. che tornano a guadagnare. Sopra i 5 punti di guadagno per il titolo Mediaset.

Conclusione in rosso per molti bancari tra cui spicca la presa di realizzo sulle azioni della Banca Fideuram a -3,17% e su Bipop Carire che lascia sul campo oltre il 4%.

Poco denaro oggi nel nuovo mercato, dove solo Opengate riesce a guadagnare oltre il 2%. In negativo le Tiscali di Renato Soru.