Michael Kliger. Le nuove frontiere del menswear

23 Giugno 2020, di Redazione Wall Street Italia

Come crescerà il business delle vendite online nel prossimo futuro? Parla il presidente di Mytheresa, l’e-tailer specializzato in moda di lusso

A cura di Margherita Calabi

Mytheresa, uno dei più grandi negozi online specializzato in moda di lusso, è stato lanciato nel 2006 ed oggi è presente in 140 paesi con più di 200 marchi altamente selezionati. A gennaio 2020, l’e-tailer ha lanciato il menswear. Come crescerà questo business nel prossimo futuro? Michael Kliger, presidente dell’azienda, parla a Wall Street Italia.


Michael Kliger, presidente di Mytheresa

Avete lanciato la sezione menswear su Mytheresa il 27 gennaio 2020. Quale criterio avete utilizzato per selezionare i vostri marchi?
“Attualmente la nostra proposta menswear conta 120 brand. L’idea è stata quella di ridefinire il concetto di lusso dopo il boom dello streetwear. Oggi, l’attenzione si focalizza sul savoir-faire, sulla costruzione di un capo e sull’heritage di un marchio, con l’attenzione rivolta ad un prodotto più confortevole”.

Svilupperete delle esclusive capsule collection da uomo?
“Assolutamente. Collaboriamo con i grandi marchi per sviluppare idee che possano sor- prendere il nostro cliente. Da quando abbiamo lanciato il menswear abbiamo sviluppato capsule collections con Prada, Valentino, Thom Browne, una collezione gender neutral con Saint Laurent e una capsule con Brunello Cu- cinelli di look da donna, uomo e bambino. La prossima collaborazione sarà con il marchio francese Balmain”.

Come avete strutturato l’azienda in questo periodo?
“L’aspetto più importante è focalizzarsi sul consumatore. Sono fiducioso che questa crisi non durerà troppo a lungo e ci stiamo preparando a una buona seconda metà dell’anno. L’economia riprenderà e ci sarà una forte accelerazione degli acquisti online. Le persone vorranno uscire, partecipare ad eventi, vestirsi bene e festeggiare”.


Un’immagine della campagna di lancio per Mytheresa Men

In un mondo post-Covid, come si rendono le cose più facili e funzionali per i designer, i consumatori e i retailer?
“Il prodotto deve essere al primo posto. Tutto gira intorno ad esso. Negli ultimi due anni abbiamo raddoppiato le informazioni che i nostri clienti ricevono riguardo al loro prodotto: diciamo loro quando riceviamo l’ordine, quando lo prepariamo e quando lo spediamo. Riceviamo feedback ogni settimana e facciamo attente analisi per capire cosa possiamo perfezionare per offrire un servizio migliore”.

Per quanto riguarda il business, cosa avete imparato durante questo periodo? Quali strategie state implementando?
“Il più grande insegnamento è che tutto può accadere, specialmente quando meno lo si aspetta. Non dobbiamo soffermarci troppo su nuovi piani e strategie, il segreto è avere un modello di business flessibile, che si adatti velocemente al cambiamento”.

Come stanno andando le vendite in Cina?
“Molto bene. La Cina è stata il primo paese ad entrare in questa crisi ed il primo ad uscirne. Gli asiatici, che normalmente viaggiano in Europa per fare shopping, oggi non possono farlo. Di conseguenza molti dei loro acquisti, specialmente quelli di lusso, vengono fatti online”.

Quali sono i vostri mercati più forti e quali volete sviluppare?
“Cina, Sud Corea, Germania, Austria e Svizzera sono i più forti. La Spagna e l’Italia stanno migliorando. Il mercato USA soffre ancora: è stato l’ultimo ad entrare nella crisi e oggi deve affrontare altri problemi, come quelli legati al razzismo. In questo momento è molto difficile guadagnare la fiducia del consumatore”.

Mytheresa ha appena rilasciato una dichiarazione di solidarietà contro il razzismo. L’azienda si impegna a favorire l’inclusione, a valutare la diversificazione dei brand nel suo portfolio e a fare una donazione di 50.000 euro, ugualmente ripartiti tra il National Association for the Advancement of Colored People e il Campaign Zero, organizzazione con lo scopo di ridurre la scia di violenza della polizia negli Stati Uniti…
“Il problema del razzismo, oggi molto sentito negli USA, è ovunque. È nostro dovere, quindi, riflettere su cosa potremmo fare come azienda. L’incidente di George Floyd ha sconcertato moltissime persone in tutto il mondo”.

Numeri: qual è stato il fatturato per il 2019 e quali sono le previsioni per il 2020?
“Abbiamo chiuso l’anno fiscale del 2019 con 377 milioni di ricavi netti, crescendo del 25% rispetto all’anno precedente e migliorando la redditività. Nel prossimo anno fiscale, che si conclude a giugno 2020, prevediamo di crescere ancora”.


Le immagini della campagna Pre-Fall di Mytheresa Men

Quali sono i vostri best-seller da uomo in questo momento?
“Stiamo vendendo benissimo il mocassino di Loro Piana, così come la sneaker rétro di Margiela. I maglioni di Brunello Cucinelli e i capi di Ami, un brand dallo spirito casual, sono molto apprezzati dal nostro consumatore. Gucci ha sempre successo, in tutte le categorie di prodotto”.

Quali sono i must have nel guardaroba di un uomo di classe?
“Per l’uomo, le scarpe sono fondamentali: bisogna averne un paio eleganti, preferibilmente nere, per i meeting di lavoro; un paio di sneakers comode per il tempo libero e un paio di mocassini per andare in barca.
Un abito sartoriale è un must, così come una giacca in cashmere grigio o blu. Anche un bel paletot fa la differenza: si può capire molto di una persona dal cappotto che indossa”.

Ricapitolando: è fondamentale sapersi adattare al cambiamento e la moda, oggi, si deve focalizzare sul prodotto e sulla customer experience. Su cos’altro deve puntare?
“Come già detto, bisogna focalizzarsi sul prodotto. Come è stato realizzato? Come ci fa sentire? I consumatori che spendono grandi somme di denaro vogliono certezze. Per alcuni questo significa avere un prodotto di altissima qualità, altri cercano un prodotto realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente circostante. Bisogna comprendere a pieno la psicologia del consumatore. Non penso che l’industria della moda debba cambiare radicalmente, l’importante è prendere il tempo per riflettere sulla situazione generale del mercato”.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di giugno del magazine Wall Street Italia.