“Sono contenta di essere qui a Firenze”. Le prime parole di Christine Lagarde sono tutte per la bellezza che si respira nei saloni di Palazzo Vecchio dove sembra quasi possibile avvertire l’eco delle voci del passato. Magnifica come il suo Lorenzo, Firenze è protagonista, di un’appuntamento con l’Europa e la BCE forse unico e rivoluzionario.
“La cupola del Brunelleschi che corona il Duomo – dice la Lagarde – ha una storia che offre ispirazione all’Europa di oggi. Facciamo parte di un progetto visionario che molti un tempo ritenevano impossibile e che in Italia ha trovato padri fondatori come De Gasperi, Spinelli e Mario Draghi, rispettivamente, idea, progetto e garanzia dell’unione Europea”. E poi La capacità di resistere. “Come la cupola, l’Europa ha fatto fronte a tempeste che avrebbero potuto benissimo farla crollare. Pandemia, crisi energetica, guerre, i dazi di Trump. “Ognuno di questi eventi avrebbe potuto. Ma abbiamo resistito perché sviluppato la capacità di reagire insieme”.
La capacità di innovare “Brunelleschi non inventò nuovi materiali. Prese i mattoni, la malta e il ferro del suo tempo e li combinò in modi mai immaginati. Dobbiamo fare come lui – afferma Lagarde – La nostra governance spesso ci impedisce di essere veloci. L’Europa è diventata troppo lenta, troppo complessa e troppo ostaggio dei singoli Stati membri che esercitano veti. Come Brunelleschi con i suoi materiali, possiamo sfruttare le possibilità offerte dai Trattati, per prendere più decisioni a maggioranza qualificata, anziché all’unanimità, quando l’azione collettiva è nel nostro interesse comune.
Possiamo creare “28° regime”, in cui si applichino norme europee comuni senza attendere la piena convergenza nei sistemi nazionali, consentendo agli innovatori di crescere più rapidamente. Possiamo approfondire la cooperazione tra gruppi di paesi disposti a muoversi più rapidamente non come club esclusivi, ma come pionieri il cui progresso alla fine rafforza l’insieme. La lezione di Brunelleschi è che la visione da sola non basta. Deve essere abbinata alla creatività per agire entro i vincoli del presente. Ciò richiede che i responsabili politici siano inventivi. Ma qui mi vengono in mente le parole del Dante uomo che, è giusto dirlo, aveva un vantaggio comparato con le parole piuttosto che con i numeri.
“Da una piccola scintilla può nascere una fiamma“. Brunelleschi crebbe in una cultura permeata dall’influenza di Dante. Che ne ispirò la sua creatività e ambizione. Che l’Europa impari da esse”. La nuova Europa riparte da Firenze?