Mediobanca chiude semestre con utile a 623 milioni. Melzi d’Eril: “pronti a nuovo capitolo”
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Mediobanca chiude il secondo semestre 2025 con risultati che riflettono il cambio di perimetro e di governance seguito all’operazione con Mps. Nel periodo luglio-dicembre 2025, l’istituto guidato da Alessandro Melzi d’Eril ha registrato un utile netto contabile di 512,6 milioni di euro, in calo del 22,3% su base annua, dopo aver assorbito oneri straordinari per 110,3 milioni legati alle offerte pubbliche di scambio e all’allineamento ai criteri contabili della capogruppo Banca Monte dei Paschi di Siena. Al netto di queste componenti non ricorrenti, l’utile netto consolidato dei sei mesi si attesta a 622,9 milioni (-5,6%), con una redditività sul capitale tangibile (ROTE) del 12,8%.
Ricavi in flessione
I ricavi complessivi si fermano a 1,786 miliardi di euro, in flessione del 3%, mentre il cost/income ratio sale al 46%, anche per effetto delle misure di incentivazione e retention avviate nel periodo. Il margine di interesse, pari a 961,9 milioni, mostra una sostanziale tenuta rispetto ai 978,9 milioni dell’anno precedente, “nonostante il vistoso calo dei tassi di mercato”, sottolinea la banca. Sul fronte patrimoniale, il CET1 ratio si rafforza al 16,4%, in aumento di circa 130 punti base rispetto a fine giugno e di 60 punti base rispetto a settembre.
Il semestre luglio-dicembre avrebbe dovuto rappresentare il primo segmento dell’esercizio 2025-2026, ma l’istituto ha successivamente deciso di allineare la chiusura dell’esercizio al 31 dicembre, in coerenza con il calendario della capogruppo Mps. Il nuovo esercizio è quindi ripartito da gennaio 2026. I conti si collocano così a cavallo tra la vecchia e la nuova gestione di Piazzetta Cuccia, segnando l’avvio operativo della stagione targata Melzi d’Eril, subentrato ad Alberto Nagel lo scorso 28 ottobre 2025.
“Questa relazione semestrale è transitoria, adottata per allineare l’esercizio al calendario solare della capogruppo. È stata anche una fase di trasformazione significativa dopo il cambio di controllo”, ha spiegato Melzi d’Eril, ricordando che dal 2026 la rendicontazione seguirà l’anno solare.
Wealth Management: ricavi stabili, utile in calo
All’interno del gruppo, la divisione Wealth Management – che include Premier Banking, Private Banking, Asset Management e le attività di Spafid – chiude il semestre con ricavi pari a 473 milioni, sostanzialmente in linea con lo scorso anno e in ripresa su base trimestre (+11% t/t). L’utile netto si attesta a 93,1 milioni, in calo del 15,8%, penalizzato dall’aumento dei costi e dalle iniziative di retention avviate per trattenere i banker in una fase di discontinuità organizzativa. Il RoRWA del comparto è pari al 2,7%, mentre il cost/income sale al 71%.
Le masse complessive si mantengono a 115,3 miliardi, con una raccolta netta di 1,4 miliardi nei sei mesi. Il mix privilegia la componente gestita (AUM, Asset Under Management), che registra afflussi per 2,6 miliardi, parzialmente compensati da deflussi nelle AUA (Asset Under Advisory) e da depositi stabili. La rete distributiva conta 1.365 professionisti, dopo 28 uscite nette, concentrate soprattutto nell’ultimo trimestre.
La tenuta del Premier e il rallentamento del Private
Nel dettaglio dei segmenti, Mediobanca Premier mostra una dinamica più resiliente. Le masse totali raggiungono 50,2 miliardi, con raccolta netta semestrale di 1,3 miliardi, concentrata soprattutto negli AUM. L’attività commerciale si è focalizzata sul collocamento di fondi in delega di gestione di Mediobanca SGR, sviluppati in partnership con primari asset manager internazionali, sui fondi target maturity, sulle gestioni patrimoniali e sul collocamento di titoli, inclusi oltre 400 milioni di BTP Valore.
La struttura distributiva del Premier conta 1.225 professionisti – 521 banker e 704 consulenti finanziari – attivi su 95 filiali e 116 punti vendita. Più complesso, invece, l’andamento del Private Banking, che ha risentito maggiormente dell’incertezza del contesto societario, registrando deflussi per 0,8 miliardi nel semestre, concentrati nel mercato domestico.
Asset Management alternativo e segnali di ripresa
Nel comparto Alternative Asset Management, Polus Capital porta il patrimonio gestito a 10,6 miliardi, mentre RAM AI supera i 2 miliardi di masse, con flussi in entrata costanti. Nel complesso, la componente qualificata delle masse (AUM) sale a 53,9 miliardi, trainata proprio dal segmento Premier, che registra una crescita a doppia cifra su base annua.
L’ultimo trimestre del semestre evidenzia segnali di recupero: l’utile netto del Wealth Management risale a 49,1 milioni (+11,6% trimestre su trimestre), sostenuto da maggiori ricavi e da una dinamica positiva delle commissioni.
“In un periodo di inevitabile transizione, Mediobanca può far leva su business solidi e professionalità distintive, e prepararsi così a scrivere un nuovo capitolo della sua storia, avendo costruito nei suoi 80 anni di vita un patrimonio di fiducia unico nel panorama finanziario italiano” ha messo in evidenza il numero uno di Mediobanca, che ha poi aggiunto: “Investire sulle nostre persone e sul loro talento sarà la priorità di questo percorso, con l’obiettivo di confermarci partner di riferimento per gli imprenditori in tutte le loro esigenze finanziarie, dalla crescita dell’impresa alla gestione del patrimonio. Con questa determinazione e impegno, ci accingiamo ad iniziare l’esercizio 2026 in ripresa su tutto il franchise”.