L’uso del “DNA” nel trading intraday

8 Giugno 2016, di Simone Rubessi

L’unico modo, a mia conoscenza,  per essere costantemente profittevoli nel  Trading  Intraday  è quello di operare con l’ausilio degli indicatori ciclici assieme alla comparazione dei volumi. Inoltre, un grande supporto è dato dal ‘’DNA’’, l’indicatore innovativo che, analizzando le serie dei prezzi in un periodo passato, estrapola le previsioni future del mercato. Più lungo è il periodo preso in considerazione, maggiori saranno le probabilità di previsioni corrette.

Ciò detto, si può dedurre che nell’Intraday questo indicatore risulta piuttosto penalizzato, tuttavia la percentuale di  previsioni corrette è compresa tra il 50 ed il 55%. Chiunque abbia un minimo di capacità in matematica e money management  sa che questa è una percentuale di successo più che sufficiente per ottenere ottimi profitti. Vediamo ora come l’indicatore di ciclo,  i volumi ed il  Dna possono essere combinati per fare trading Intraday. Innanzitutto dobbiamo monitorare la tendenza superiore (una o più di una).

Nel caso nostro possiamo utilizzare l’indicatore di ciclo per verificare il ciclo Esaritmico  (durata circa 12 giorni) attualmente riscontrabile sul mercato Italiano. E’ facile notare che l’indicatore evidenzia una attuale zona di minimo del ciclo: i prezzi in questa zona hanno fatto il minimo con una classica  inversione a W, cambiando poi il trend. Da lì in avanti il trend sarà in salita, fino al raggiungimento del massimo del ciclo Esaritmico che dovrebbe avvenire tra 8/9 giorni  nel caso in cui il ciclo dovesse essere rialzista o 4/5 giorni laddove dovesse essere ribassista. Quel punto di minimo è stato  un buon punto di ingresso per l’operatività sul giornaliero con un trade al rialzo.

Allo stesso modo su quel minimo di prezzi, i volumi  settati sul ciclo a quattro gironi erano praticamente assenti e, come spiego ai miei corsi,  “senza Volumi” una tendenza può solo invertire direzione. Inoltre il Dna del mercato (linea grigia) individuava il minimo dei prezzi (dove è esposta la freccia gialla): a quel livello questo indicatore settato sul ciclo dei quattro giorni identificava il minimo dei prezzi. A questo punto quindi sia Volumi che Prezzi collimavano in una indicazione di minimo, quel livello di prezzo era da considerare valido per un ingresso.

Ad ulteriore conferma anche dall’indicatore Simple Fair Value  e dall’indicatore di ciclo,  entrambi settati sul ciclo di quattro giorni confermavano  l’area di minimo a quei livelli di prezzo.

 

È interessante notare come su quel preciso punto indicato dal Dna (freccia gialla) , anche il ciclo giornaliero dava una fase di minimo avvenuto ed iniziava un  nuovo ciclo Day,  con i prezzi che avevano già rotto la media mobile del ciclo a quattro ore e su di essa avevano effettuato un perfetto pull-back. A partire da questo momento i prezzi dovrebbero andare a chiudere il secondo giornaliero fino alla media mobile del ciclo a quattro gironi (verde tratteggiata) e poi continuare a salire come indicato dalla freccia verde. Mi permetto di presentare questo caso in quanto ho effettuato  l’operazione che descrivo e  mi rendo disponibile a documentarla,  a chi volesse vedere il mio book con l’operazione a mercato,  in quanto non amo coloro che teorizzano senza poi mettere in pratica le loro teorie, io opero costantemente sulle mie previsioni. I miei corsi li tengo sempre a mercati aperti e “sempre” alla fine di essi  una parte della giornata si utilizza per andare a mercato se si presentano opportunità. Chi fosse interessato ad imparare questa tecnica , effettui gratuitamente il login sul mio sito (www.ratingconsulting.com) per ricevere le comunicazioni sulle date di formazione.

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