Libia: Eni e Ansaldo (+6,5%) scommettono sulla sconfitta del rais

22 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Balzo del titolo Eni e Ansaldo (i titoli segnano un rialzo del 6,5%), che scommettono sulla fine, che appare sempre più vicina, del regime di Gheddafi in Libia.

Per Eni, e per altre società che operavano in Libia, il quadro potrebbe finalmente cambiare. In primis, per il settore energetico, l’Italia potrebbe tornare a sperare nello sblocco delle forniture di petrolio libico.

Si deve ricordare di fatto che “paesi come Italia, Francia e Spagna hanno fatto affidamento nel corso del 2010 sulle forniture libiche rispettivamente per il 22%, il 16% e il 13% dei consumi complessivi di petrolio crude”.

E sotto la leadership del premier Berlusconi, i legami Italia-Libia si sono intensificati non solo nel settore energetico, ma anche in altri comparti, quale quello finanziario e calcistico”. Come ignorare per esempio l’articolo di oggi del Financial Times , che parla del dilemma in cui si sono trovati Unicredit e la Juve?.

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(Ansa)

Petrolio e infrastrutture: sono principalmente questi i business per i Paesi occidentali in Libia e, con l’avvicinarsi della fine del regime di Gheddafi, si ripropone la corsa alle commesse.

L’Italia e’ in prima fila per le future forniture di petrolio e per le grandi opportunita’ di investimento sia nel settore sanitario che in quello edilizio”, ha detto in un’intervista il ministro degli Esteri, Franco Frattini. E in effetti il nostro Paese vanta una presenza di lunga data in proposito, anche attraverso intrecci azionari con societa’ libiche. Mentre infatti gli investimenti libici in Italia targati Gheddafi spaziavano dalla moda alle telecomunicazioni, dall’auto al calcio, per non parlare delle banche (Unicredit per tutte), quelli italiani nel Paese nordafricano sono sempre stati concentrati nel settore energetico e nell’edilizia.

ENERGIA: Eni e’ partner storico del Paese ricco di greggio e gas e Lafico e’ entrata per un certo periodo nel cane a sei zampe con una quota che si aggirava intorno allo 0,15%. E i tecnici della Saipem sono al lavoro da tempo per rimettere in funzione gli impianti del Paese nordafricano

EDILIZIA: C’e’ quasi tutto il mondo delle costruzioni ‘made in Italy’, a iniziare da Impregilo, in gara per la costruzione dell’autostrada costiera libica prevista dal trattato di amicizia e cooperazione firmato nel 2008 da Italia e Libia. I lavori che sono stati riservati a imprese italiane valgono circa tre miliardi di dollari e riguardano l’intero tracciato, i 1.700 chilometri della ‘superstrada’ Rass Ajdir-Imsaad.