Legg Mason, inversione curva dei rendimenti: in media è recessione dopo 14 mesi

31 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Le ultime cinque recessioni americane sono state precedute da un’inversione nella curva dei rendimenti dei Treasuries, proprio come quella che si è verificata a cavallo fra settembre e ottobre, per sei giorni. Quando i rendimenti a breve termine superano quelli del titolo decennale avviene un’anomalia che solitamente invia subito un segnale d’allarme agli investitori.

Secondo la società di asset management Legg Mason, il messaggio non andrebbe sottovalutato nelle sue implicazioni, anche perché fra l’inversione della curva e l’effettiva recessione economica possono passare anche molti mesi; in media sono 14, come indicato nel grafico in basso.

 

“Il grafico illustra, per le ultime cinque recessioni USA, il tempo in mesi trascorso tra l’ultima prolungata inversione della curva e l’inizio della recessione.
Storicamente, una prolungata inversione della curva dei rendimenti è stata un indicatore affidabile dell’arrivo di una recessione, in media con 14 mesi di anticipo”, ha affermato Legg Mason in una nota.

“D’altra parte, l’inversione della curva non significa necessariamente che la recessione sia dietro l’angolo: i sei giorni tra il 26 agosto e il 2 settembre 2019 in cui lo spread tra i Treasury a 2 e a 10 anni si è invertito potrebbero essere stati un breve passo falso, dovuto al particolare contesto di tassi di interesse in cui ci troviamo”.

Come posizionarsi nell’attesa

“Poiché i mercati azionari in genere raggiungono i livelli massimi propria prima dell’inizio di una recessione, le ultime battute di un ciclo possono essere una fase costruttiva per rivedere il proprio posizionamento. Un atteggiamento più difensivo – nel periodo finale del ciclo – potrebbe permettere di restare sul mercato azionario con minori rischi e vulnerabilità”, scrive Legg Mason.
“Tentare di anticipare gli alti e bassi del mercato, invece, uscendo e rientrando rapidamente nel mercato azionario a seconda dei momenti, potrebbe rivelarsi una strategia meno efficace. In questo senso, un approccio per incorporare un posizionamento più difensivo consiste nel concentrarsi sui titoli con minor volatilità, in grado di versare dividendi con continuità e con valutazioni attraenti”, conclude la nota.