Leader Ue ora pensano a un default temporaneo della Grecia

12 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – Ormai tra i paesi dell’area euro non si esclude piu’ una parziale insolvenza sui pagamenti della Grecia, secondo quanto riferito dal ministro delle finanze belga, Jan Kees de Jager, a margine dei lavori dell’Ecofin a Bruxelles. E’ la prima volta da quando e’ scoppiata la crisi greca, oltre un anno fa, che l’ipotesi del default selettivo viene presa in considerazione.

“Questa opzione oramai non è esclusa”, dal gruppo di lavoro che sta cercando una soluzione alle perduranti tensioni che attanagliano la Grecia, e che ora si teme nuovamente possano contagiare altre economie dell’Unione valutaria.

Ad opporsi all’ipotesi di un default controllato sui pagamenti resta la Bce, ma con una linea che secondo il ministro olandese sarebbe isolata rispetto a quella che sta prendendo piede tra i governi.

“La Bce si è accampata sulle sue posizioni, ma i 17 ministri dell’area euro non escludono questa opzione – ha affermato – quindi abbiamo un maggior numero di opzioni da studiare”.

Interventuto a Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha ribadito ieri notte che l’Italia non e’ stato un argomento di discussione durante i lavori dei ministri delle finanze della zona euro, e che in ogni caso le risposte fornite dall’Eurogruppo saranno sufficienti a calmare i mercati.

“Siamo pienamente consapevoli che l’Italia e altri paesi sono nel mirino di una parte dei mercati finanziari, ma riteniamo che le nostre dichiarazioni generali offrano una risposta adeguata alle questioni poste dai mercati finanziari”, ha dichiarato Juncker in una conferenza stampa lunedì notte.

Ad una domanda dei cronisti sull’utilità della risposta data dall’Eurogruppo per garantire la tenute dell’Italia, Juncker ha chiarito: “Non dovevamo occuparci in modo particolare di quello che voi chiamate il caso italiano”.

“Non era stata convocata una riunione sull’Italia,” ha poi spiegato Juncker aggiungendo che gli incontri prima dell’Eurogruppo tra i leader economici dell’Ue sono una consuetudine “che di solito si svolge nell’ombra”, mentre questa volta “abbiamo lavorato alla luce del sole”, ha concluso Juncker.