Le migliori aziende dove lavorare: Linkedin al primo posto

11 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – LinkedIn regina della Silicon Valley batte colossi come Facebook, Google e Apple, affermandosi come la migliore società americana per lavorare.

A incoronare il social network è 24/7 Wall St, sulla base dei dati di Glassdoor.com, sito che consente ai dipendenti di lasciare i propri pareri sulle loro aziende. Facebook conquista il secondo posto, mentre Google si piazza al settimo. Apple e’ solo quattordicesima. La cultura che vige in ufficio e l’equilibrio che il posto di lavoro concede con la vita privata sono i due elementi discriminanti per promuovere o bocciare l’azienda di cui si è dipendenti.

Le opportunità di formazione e di sviluppo di carriera sono un altro fattore decisivo per i dipendenti, insieme ai benefit offerti. La top ten è dominata da società tecnologiche, i cui dipendenti sono più propensi a rilasciare commenti positivi rispetto ai lavoratori di altri settori. Delle 75 migliori società per cui lavorare, i punteggi in media più alti (4.0 su un massimo di 5) sono stati ottenuti solo da 12 società, di cui quattro tecnologiche e tre di consulenza. Dalla classifica emerge come essere leader di mercato aiuta le aziende a ottenere pareri più positivi, così come avere successo da un punto di vista finanziario.

Apple, Intel, Procter & Gamble e Walt Dinsey sono fra quelle che hanno ricevuto i pareri più positivi dai propri dipendenti su Glassdoor.com e sono fra le aziende maggiori al mondo per capitalizzazione di mercato. Molte delle società migliori per lavorare sono quelle che hanno la migliore reputazione fra il pubblico: American Express, Facebook, Google e Sap sono fra le migliori per lavorare e fra quelle con il valore del marchio più elevato. Le aziende che ricevono i migliori commenti da parte dei dipendenti sono quelle in cui l’amministratore delegato è più apprezzato. Fra le 75 migliori società per lavorare, 38 hanno amministratori delegati con un rating del 90% o superiore, e solo 10 ad hanno un rating sotto l’80%. (ANSA)