Le difficoltà nel costruire un portafoglio

12 Maggio 2021, di Redazione Wall Street Italia

Sono molti quelli che, avvicinandosi da poco al mondo della finanza, aprono discussioni sul forum di FinanzaOnline per chiedere consigli sulla costruzione di un portafoglio o addirittura pareri sulla composizione di un portafoglio suggerito da un consulente finanziario. In molti casi, soprattutto nella seconda situazione, tutto questo crea maggior incertezza nella persona interessata. Come racconta un utente:

“Mi sono informato per alcuni mesi sui portafogli pigri (vedi box in basso alla pagina n.d.r.) finché non ho parlato con consulente finanziario e siamo arri- vati a una proposta di portafoglio. L’obiettivo è avere un buon/alto ritorno e gestire l’eventuale drawdown, la percentuale di perdita rispetto al capitale massimo accumulato, senza eliminarlo. Il profilo di rischio è alto e vorrei tenerlo per un tempo breve, circa cinque anni. Personal- mente credo sia il limite dove si possa ‘batte- re’ la performance di un indice”.

L’intento dell’iscritto, che elenca anche i vari fondi che compongono il suddetto portafoglio, è di avere un’opinione alternativa a quella del consulente. Sono stati davvero pochi i commenti utili dei visitatori del forum, per esempio: “Investire una parte del capitale in indicizzato/passivo e un’altra nel portafoglio attivo. Inoltre, è utile monitorare l’andamento ogni 6 mesi rispetto ai valori investiti inizialmente di entrambe le parti del portafoglio e fare un confronto (una sorta di diario), così per comprendere meglio le dinamiche”.

Anche sulla scelta dei fondi sono molti i dibattiti, soprattutto riguardanti gli azionari tematici. Secondo un iscritto, “le correnti di pensiero attuali spingono molto sui temi anziché sui mercati in una logica di ‘globalizzazione finanziaria’. Tra quelli più spinti troviamo Robotica, Clima, informatica/telecomunicazioni, tecnologia biomedica/biotech e beni discrezionali cinesi. Insomma, non solo ‘prospettive future’, ma anche settori in cui ci sono sempre più investimenti di ricerca e quindi si spera di intercettare questi inve- stimenti come trend positivo del prezzo degli stocks”. Altri invece puntualizzano che “la quota azionaria può attraversare cicli di durata doppia/tripla rispetto ai 5 anni, sulla base dello storico”. Infine, c’è chi ricorda una cosa sempre importante: “Le performance future non dipendono da quelle passate”.

 

PORTAFOGLIO PIGRO, INVESTIRE SENZA DECIDERE

Visto che siamo condizionati dalle emozioni e dalle sollecitazioni esterne, le nostre decisioni spesso, rischiano di non essere razionali e, dunque, controproducenti in termini di investimento. Evitare di decidere e non fare nulla spesso diventa la migliore scelta. Proprio per questo esiste il lazy portfolio, o portafoglio pigro. Secondo quanto si legge in un thread del forum di FinanzaOnline, “per investire pigro è necessario fare una prima analisi sugli obiettivi dell’investimento e sulla propria tolleranza al rischio per poter scegliere tra azioni, obbligazioni, commodity, liquidità nella giusta percentuale. Il metodo pigro utilizza prodotti a costi molto bassi e movimentazione molto ridotta del portafoglio. I prodotti devono infatti replicare indici di mercato più ampi possibili”. La strategia del lazy portfolio è basata sulla logica Buy and Hold (compra e mantieni) che, come spiega l’utente del forum, “prevede l’investimento iniziale negli strumenti senza l’onere di movimentazione successiva”.