La tech revolution che fa bene alla salute

3 Giugno 2019, di Titta Ferraro

L’articolo è tratto dal magazine Wall Street Italia di maggio e fa parte del lungo dossier dedicato ai trend futuri che influenzeranno il mondo degli investimenti.

Robot-terapia, cure personalizzate, ECG e controlli medici a portata di click. Siamo nel 2030 e l’health fa rima con tech già da tempo.
L’allungamento delle aspettative di vita ha indubbiamente accelerato la ridefinizione del concetto di assistenza sanitaria, ancora più importante in un mondo sempre più affollato dove la qualità delle cure mediche fa la differenza.
Le terapie digitali e la riduzione delle barriere tra uomo e macchina sono stati la strada maestra per migliorare i servizi legati alla salute, così come per favorire la prevenzione e la cultura del benessere. I robot chirurgici già dagli inizi del Millennio hanno iniziato ad avere un ruolo chiave in sala operatoria e le innovazioni in ambito di robotica e Intelligenza Artificiale stanno permettendo non solo di salvare sempre più vite, ma anche di ottimizzare i servizi di assistenza e decongestionare le sale del pronto soccorso.

La sponda da IA e robotica. Una nuova sanità dove giocano un ruolo di primo piano anche i giganti della tecnologia. Si passa da screening personalizzati definiti attraverso Big Data a vere e proprie terapie digitali frutto dei prodigi dell’Intelligenza Artificiale che ha ridefinito il concetto di ciò che è possibile.
I progressi nel trattamento delle ferite, nella scoperta di nuovi farmaci, nel rilevamento delle malattie e nelle cure da remoto sono cambiamenti mai sperimentati prima. Colossi quali Philips hanno investito in nuove tecnologie di navigazione chirurgica che sfruttano la realtà aumentata in combinazione con i raggi X; l’Intelligenza Artificiale del 2030 si rende utile anche in sala operatoria con algoritmi a supporto della definizione della diagnosi e nel registrare una serie di schemi da seguire durante le operazioni di routine.
L’IA permette, inoltre, agli infermieri di destinare trattamenti personalizzati con quindi una cura crescente alle esigenze dei pazienti, che potranno avvalersi anche della robot-terapia.
La tecnologia applicata alla medicina è la strada maestra perché questo scenario al 2030 sia realtà. Probabilmente si andrà anche oltre quello che possiamo immaginare oggi considerando la velocità con cui si sviluppano aziende all’avanguardia nelle varie ramificazioni dell’health-tech quali bioinformatica, sequenziamento genomico, nanotecnologia e neuroscienza.
“La digital health è una vera e propria rivoluzione perché permette a tutti i player del settore di ridisegnare i processi di produzione ed erogazione di servizi e le modalità di fruizione della salute per i suoi utenti”, afferma Roberto Ascione, CEO di Healthware Group e autore del libro “Il Futuro della Salute” in cui racconta storie di chi ogni giorno contribuisce a questa rivoluzione inarrestabile; ad esempio quella di Matteo Berlucchi, fondatore di Your.MD, un sistema smart che grazie all’IA consente di avere un parere sul proprio stato di salute, oppure Jeff Dachis che con l’applicazione One Drop aiuta le persone con il diabete ad analizzare e condividere informazioni utili per gestire la propria malattia.

Grail e le altre. La tecnologia applicata alla medicina assolve un doppio compito: attenuare se non debellare alcune malattie e di pari passo garantire maggiore soddisfazione ai pazienti.
In prima fila tra chi già da tempo ha puntato più di una fiche sul binomio innovazione e salute figurano i due uomini più ricchi del pianeta, Bill Gates e Jeff Bezos, tra i promotori del progetto Grail – startup biotech valutata già oltre 3 miliardi di dollari – che punta su un sistema di rilevamento precoce dei sintomi del cancro, quando può essere ancora curato.
Lo stesso Bezos lo scorso anno è stato tra i finanziatori di Mindstrong Health, un’App per smartphone progettata per tracciare l’umore e la cognizione degli utenti, identificando i primi segni di depressione. “Può dire che sei depresso prima che tu lo sappia”, scrive la MIT Technology Review. Nella lotta al diabete, che nel 2030 è stimata come settima causa di mortalità a livello mondiale, spicca la Theal Therapy messa a punto da Mectronic, l’azienda italiana leader nel campo della laser terapia.

Device per la cura a distanza. L’innovazione tecnologica ha reso possibile anche l’arrivo sul mercato degli smartwatch con tecnologia ECG che permettono di effettuare in autonomia un elettrocardiogramma “abbinando la praticità di un dispositivo indossabile e la precisione di un dispositivo medico”, spiega Bill Gates che annovera tali dispositivi tra le 10 tecnologie che ci cambieranno la vita. Non solo Apple Watch e dispositivi da polso.
La startup italiana D-Heart ha sviluppato un device che permette di effettuare un ECG in autonomia e inviare i propri dati al medico che darà un responso entro soli 15 minuti. La startup, che collabora con diverse ONG tra cui Amref, propone anche soluzioni per il monitoraggio della salute in Paesi in via di sviluppo in cui i cardiologi sono pochissimi. Con la popolazione mondiale in veloce espansione nei prossimi decenni, la capillare digitalizzazione dei servizi sanitari rappresenta una frontiera da esplorare anche e soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Già oggi la digitalizzazione in India ha permesso a ben 500 milioni di abitanti di villaggi di avere accesso a cure da cui precedentemente erano totalmente esclusi.


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