La soluzione alla crisi? Gli Euro Union Bond, per rilanciare la crescita

23 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ una proposta che porterebbe vantaggi per l’intera Eurozona che non sta crescendo, facendo ripartire le economie della periferia e riducendo al contempo il rapporto tra debito e Pil dei paesi piu’ indebitati.

Si tratta di emettere “Euro Union Bond” per conferire beni patrimoniali reali a un fondo europeo, che a sua volta potrebbe essere ottenuto tramite la trasformazione degli attuali fondi salva stati esistenti. A quel punto parte dei fondi potrebbero essere anche utilizzati per grandi progetti di infrastrutture.

“Se una parte del ricavato delle obbligazioni – Euro Union Bonds – venisse destinato a grandi investimenti infrastrutturali europei – spiega ai microfoni di Rainews24 uno dei due ideatori del piano, l’economista Alberto Quadrio Curzio – “la crescita riprenderebbe e il reddito nazionale dell’Eurozona aumenterebbe e con tutto cio’ diminuirebbe il rapporto tra debito pubblico e Pil”.

Quella avanzata dall’ex premier Romano Prodi e dall’economista Quadrio Curzio sarebbe “una soluzione in cui non c’e’ da perdere ma – a nostro avviso – solo da guadagnare”, come sottolineato dai due professori..

Il progetto Prodi-Quadrio ha una caratteristica distintiva: nel dettaglio, il Fondo europeo emetterebbe un multiplo di obbligazioni rispetto al proprio patrimonio da utilizzare in parte a fini di rilevazione dei debiti pubblici nazionali e in parte per fare sviluppo.

“La ragione di esistere della nostra proposta e’ che la Germania non si fida di altri paesi perche’ potrebbero risultare insolventi. L’Italia non metterebbe sul piatto delle promesse ma dei beni reali”, che hanno un valore in se’. E l’Italia – spiega al canale All News il docente di economia all’Universita’ Cattolica di Milano, “ne ha a sufficienza sia in termini di risorse auree che in termini di altri beni patrimoniali, per dare tutte le garanzie sufficienti.

“In cambio chiederebbe chiaramente che buona parte del suo debito pubblico fosse rilevata e in quel caso andrebbero pagati interessi molto piu’ bassi di quelli di mercato e andrebbe detenuta fino alla scadenza”.

L’Italia, che non e’ ancora uscita dalla crisi sebbene non sia piu’ percepita come il centro dei problemi dell’Eurozona, e’ in recessione e i tassi di interesse viaggiano intorno al 5,5%, vanificando i sacrifici che hanno permesso di portare il surplus primario a circa il 4%. Per questo, come spiegano Prodi e Quarzio in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, Roma non riesce a ridurre il debito pubblico, spingendo le autorita’ politiche a valutare la vendita di asset pubblici.

Prodi e Quarzio si oppongono all’idea. Anzi vorrebbero che i patrimoni e i beni reali venissero utilizzati come garanzia. Perche’ non sono promesse, bensi’ oggettivita’.

Di certo, perche’ il piano degli EUB funzioni bisogna che i singoli paesi rinuncino a parti di sovranita’, che perlatro sono gia’ state abbandonate sotto il profilo monetario con la creazione della Bce.

Velata critica al governo dei due economisti quando dicono che “l’intenzione dell’Italia di farcela da sola” non risolvera’ molto e potrebbe persino “giustificare” l’assenza di interventi europei taglia spread.