La lunga traversata nel deserto

17 Settembre 2019, di Alessandro Piu

L’articolo fa parte di un lungo dossier dedicato alla banca del futuro pubblicato sul numero di settembre del magazine Wall Street Italia

È un’Europa condannata alla irrilevanza bancaria geografica, quella che emerge dall’edizione 2019 dello studio sulle banche internazionali di R&S Mediobanca. Solo la francese Bnp Paribas e l’inglese Hsbc entrano nella classifica dei primi dieci istituti di credito per totale degli attivi. Nelle prime cinque posizioni figurano quattro cinesi. Anche gli Stati Uniti mostrano due sole presenze nella top ten ma una, J.P.Morgan Chase, occupa il quarto posto in classifica.
E l’Italia? Ventiseiesima con Unicredit e ventinovesima con Intesa Sanpaolo. Per entrambe un tonfo di quattro posizioni rispetto al 2017, tra le performance peggiori.

Per capire quanto sia cambiato il mondo del credito dopo il fallimento di Lehman Brothers basta prendere la classifica di fine 2008 pubblicata da Global Finance Magazine utilizzando i dati di S&P’s. La prima banca cinese per totale degli attivi era l’Industrial and commercial bank of China (Icb), la numero uno assoluta di oggi, e veniva solo al 18° posto, dietro a Unicredit (17°).

Nelle prime dieci posizioni c’erano quattro banche britanniche, due statunitensi, due francesi, una tedesca e una giapponese. L’irrilevanza geografica del settore bancario europeo è certificata anche dalla scarsa presenza oltre i confini dell’Unione. Su 24 grandi gruppi analizzati 14 realizzano oltre il 75% dei ricavi in Europa.

 

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di settembre del magazine Wall Street Italia