L’unica via d’uscita dalla crisi? Tagliare di netto l’indebitamento

3 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Sono passati ormai tre anni dall’ultima crisi finanziaria, ma l’economia rimane intrappolata in una situazione in cui i debiti affossano i consumi. Una situazione che potrebbe richiedere anni prima di poter trovare una soluzione.

Ecco perché diversi economisti iniziano ad ipotizzare che la via d’uscita sia solo una, rispondere a un problema enorme con misure drastiche: considerare parte del debito come insolvente.

Si tratterebbe proprio di depennare, attraverso un processo di negoziazione, parte delle pendenze delle famiglie. Banche ed investitori in questi titoli subiranno le perdite. “Abbiamo escluso questa soluzione per troppo tempo”, ha detto L. Randall Wray, professore di economia alla University of Missouri. “Abbiamo bisogno di un minore indebitamento e di lavoro, e fino a quando non avremo queste due cose la ripresa sarà impossibile da raggiungere”.

I QE e gli altri piani adottati dalla Federal Reserve sarebbero riusciti appena ad impedire che gli Stati Uniti cadessero nell’abisso, ma nessuno di questi provvedimenti è riuscito a risolvere il problema reale che pesa sull’economia: l’elevato indebitamento.

Se all’inizio della crisi il debito delle famiglie come percentuale del Pil era al 100%, ora si trova attorno al 90%. Un miglioramento si, ma i valori si trovano ancora ben al di sopra della media storica, sopra anche il livello delle famiglie austriache, tedesche, spagnole o greche.

Milioni di cittadini americani rimangono ancora pressati sui mutui immobiliari che ormai non possono più permettersi di rimborsare, in aggiunta dal crescente conto delle carte di credito e dall’aumento delle tasse scolastiche. L’ingente debito sembra dunque essere il problema centrale, il motivo per il quale la domanda di beni e servizi rimane debole e dunque per il quale le grandi aziende americane non intendono assumere nuovi dipendenti. La soluzione il depennamento del debito.