L’effetto Papa Francesco. Sarebbe un Ceo perfetto, meglio di Jobs e Marchionne

24 Aprile 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Visto il successo al timone di una delle aziende più difficili da gestire, le business school dovranno aggiungere un altro caso di studio alla loro lista di Ceo che sono stati capaci di imprimere una svolta decisiva alla rotta della propria società: Papa Bergoglio, l’uomo che ha avuto il coraggio e l’abilità di rinnovare il brand della Chiesa Cattolica a livello globale in appena un anno.

A scriverlo è l’Economist che offre un ritratto molto dettagliato del gesuita, ricapitolando i suoi tanti successi da quando è stato scelto come Pontefice.

Quando Papa Francesco ha celebrato la sua prima Pasqua come amministratore delegato della Chiesa, appena dopo essere stato nominato, la più antica società al mondo era in piena crisi, scrive il magazine britannico.

“Una serie di concorrenti pentecostali stavano rubando quote di mercato nei paesi emergenti, anche in America Latina, dove Francesco gestiva la sede argentina del gruppo. Nei mercati tradizionali, gli scandali stavano spaventando i clienti e demoralizzando i consumatori compromettendo le vendite”.

Anche le finanze della ditta erano particolarmente travagliate. Alcuni documenti segreti hanno mostrato come la banca del Vaticato fosse entrata in un vortice di corruzione e incompetenza. Il board era diviso e indebolito dagli scandali.

Il tutto mentre il Vaticano si è ritrovato senza un manager al comando, visto che il predecessore di Francesco, Benedetto XVI, è stato il primo Papa a rinunciare al suo incarico in 600 anni di storia.

Rinnovo dell’immagine, riposizionamento del brand e ristrutturazione: in tre piccoli passi l’amministratore dlegato Bergoglio ha dato un nuovo volto alla Chiesa.

La sua prima missione è stata aiutare i poveri e ridurre gli sprechi del Vaticano. Questo ha contribuire a rinnovare l’immagine della Chiesa.

La strategia del “povero viene prima” ha permesso alla Chiesa di riconquistare preziose quote di mercato in America Latina, “dove il potenziale di crescita è enorme”, continua l’Economist.

Quanto al riposizionamento del brand, esso è avvenuto grazie a un miglioramento nel modo di comunicare e senza dover scomodare i grandi dogmi della Chiesa. Il Vaticano è ancora in favore dei metodi di insegnamento tradizionale su aborto e matrimonio di omosessuali, ma senza gli anatemi e le censure di chi lo ha preceduto (in molti ricorderanno la frase “Chi sono io per giudicare?”).

L’altro punto fondamentale della “rivoluzione Bergoglio” ha riguardato la ristrutturazione. Ha cooptato un gruppo di otto cardinali per rivedere l’organizzazione della Chiesa e ha assoldato i consulenti di Dio” McKinsey e KPMG perché analizzare i libri di bilancio del Vaticano e i complessi inganaggi amministrativi, al contempo ricalibrando le pratiche del controverso istituto di credito Ior.

Se il suo piano di rinnovo funzionerà fino in fondo resta ancora da vedere. Alcuni premeno perché siano fatti ulteriori cambiamenti, più radicali, tra cui l’assegnazione di un ruolo più importante alle donne.

Non ci è dato sapere cosa ne pensa il presidente. Ma alcuni analisti interpretano l’assenza di pesti, piaghe e piogge di rane come un sinonimo di approvazione da parte di Dio.