Editoriali

Juventus, si dimette l’intero cda. Accuse pesantissime dalla Procura di Torino

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Terremoto nel mondo del calcio italiano: si è dimesso l’intero Consiglio d’Amministrazione della Juventus.

L’accusa di falso in bilancio nell’indagine chiamata Prisma aperta dalla procura di Torino e le ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti (fissata adesso il 27 dicembre) hanno fatto da detonatori all’esplosione della notizia-bomba più fragorosa della recente storia del calcio Italiano.

Nella stessa seduta, in cui è stata verbalizzata la decisione di dimettersi in blocco a Maurizio Scanavino è stato conferito l’incarico di direttore generale.

La Procura di Torino, come detto, ha concluso le indagini verso la società per falso in bilancio e false comunicazioni riguardo il mercato, un procedimento aperto nel 2021. I magistrati avevano addirittura richiesto gli arresti domiciliari per il presidente Andrea Agnelli e altri vertici (16 gli indagati), richiesta che il Giudice per le indagini preliminari ha respinto.

E la vera motivazione delle dimissioni odierne potrebbe proprio essere legata al rischio di custodia cautelare.

I motivi dietro le dimissioni del cda della Juventus

In pratica l’intero consiglio di amministrazione della Juventus potrebbe essersi dimesso per paura che i singoli componenti potessero essere arrestati. Questo perchè il reato prevede la custodia cautelare per il rischio di reiteraizione del reato e di inquinamento delle prove. Dimettendosi, essendo fuori dalla società, tali rischi verrebbero a decadere.

In questo contesto, si starebbero consumando anche gli ultimi atti di una vera e propria faida interna alla famiglia. E’ una sorta di resa dei conti che era nell’aria tra Andrea Agnelli e John Elkan. Le difficoltà di chiusura dei bilanci per una società quotata in borsa potrebbe portare a clamorose situazione anche dal punto di vista dell’impianto accusatorio da parte della magistratura ordinaria e naturalmente sarebbero tutte da valutare anche le decisioni della giustizia sportiva.

Gli anni di esercizio contestati, sono quelli più caldi dell’era Ronaldo.

La Juve potrebbe rischiare forti decurtazioni in termini di punti oltre che ammende economiche. Se ci dovesse essere un coinvolgimento comprovato dei vertici della società, il club potrebbe andare incontro a sanzioni più gravi, eventualmente anche alla retorocessione.

Staremo a vedere, basterà lasciare che la giustizia ordinaria e quella sportiva (di solito più celere) facciano il loro corso. La sensazione è che ne vedremo ancora delle belle.