Italia sale nella classifica dei Paesi col fisco più oneroso

28 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

GINEVRA (WSI) – Il World Economic Forum ha diffuso l’ultima edizione del The Global Competitiveness Report 2016–2017, l’autorevole classifica che indica le economie maggiormente competitive nel mondo. L’Italia, anche quest’anno, è posizionata dietro tutti i grossi attori europei e (fatta eccezione per il Brasile) anche di quelli mondiali. Un 44esimo posto che segna un arretramento di un’ulteriore posizione rispetto all’anno scorso, e che vede il sorpasso della Federazione Russa, nonostante gli aspetti illiberali che per molti versi la caratterizzano. In vetta alla classifica non cambia il podio composto da Svizzera, Singapore e Stati Uniti; cede la quarta posizione, invece, la Germania, superata dall’Olanda, mentre arretra anche il Giappone (dal sesto all’ottavo posto). La Cina, infine, resta stabile al 28esimo posto.

Il Wef, organizzazione con sede a Ginevra, ha contestualmente aggiornato i Paesi con il fisco più imponente, una classifica spesso inversa alla precedente, laddove gli Stati con maggiore pressione fiscale quasi mai sono fra i più competitivi. In questa spiacevole graduatoria l’Italia si trova al decimo posto nel “total tax rate” (l’aggravio complessivo sulle imprese) che nel 2016 è del 64,8%: l’anno scorso la posizione in classifica era più bassa, il dodicesimo posto, ma la pressione fiscale sulle imprese calcolata dal Wef era maggiore, il 65,4%. Anche fra i Paesi fiscalmente più “costosi” il podio resta immutato rispetto a un anno fa: Argentina, Bolivia e Tajikistan in testa; sfila il quarto posto alla Colombia, invece, l’Algeria.

Secondo il Wef la competitività, a livello globale, è in declino; in particolare le politiche monetarie “non sono sufficienti a stimolare la crescita”, impulso che necessita di riforme in grado di aumentare proprio la competitività. Allo stesso tempo “il declino dell’apertura nell’economia globale sta danneggiando la concorrenza e rendendo più arduo ai leader guidare una crescita inclusiva”, ha dichiarato il fondatore e presidente esecutivo del Wef, Klaus Schwab.