Israele predispone il secondo lockdown nazionale

11 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

Di fronte all’ascesa costante dei nuovi casi di contagio il Comitato ministeriale di Israele ha predisposto un nuovo lockdown per il Paese, è il primo Paese ad riprendere questa strada in seguito alla “seconda ondata” di coronavirus.

La decisione sarà approvata dall’esecutivo domenica e sarà operativa per almeno due settimane. Si prevede, però, che l’avvio del nuovo lockdown decorrerà dal ritorno del premier Benyamin Netanyahu, in visita a Washington fino al 15 settembre per la firma degli accordi di pace fra Israele ed Emirati Arabi Uniti.

Comprese nelle due settimane di chiusura ricadranno due importanti festività per la comunità religiosa: il capodanno ebraico e il digiuno di Kippur.
Nella prima fase del piano, i movimenti dei cittadini saranno limitati entro 500 metri dall’abitazione. I negozi saranno chiusi ad eccezione di alimentari e farmacie e solo le persone attive in settori essenziali potranno lavorare fuori da casa.
Le scuole chiuderanno così come tutti i servizi turistici, mentre i ristoranti potranno offrire solo consegne a domicilio, ha spiegato la testata economica israeliana Globes. Nella seconda fase, compresa tra il 2 e l’11 ottobre saranno vietati gli spostamenti fra città, le scuole rimarranno chiuse, così come i negozi e i servizi turistici rimarranno chiusi.

L’andamento dei contagi in Israele

Nella giornata di ieri, 10 settembre, i nuovi casi individuati nella repubblica mediorientale sono stati 4.038, con un tasso di positivi pari all’8,8% dei tamponi effettuati. I casi attivi, ovvero i soggetti attualmente malati di Covid, sono 33.920, di cui 982 ricoverati in ospedale.
La scorsa settimana, il Paese aveva riportato il più alto tasso di nuove infezioni pro capite nel mondo, secondo i dati della Johns Hopkins University negli Stati Uniti.

Nei giorni scorsi Israele aveva già disposto la chiusura delle scuole e introdotto nuove restrizioni notturne nelle città più colpite dal coronavirus. Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva affermato che il governo avrebbe fatto “di tutto per mantenere in forze l’economia e salvaguardare la salute e le vite umane”.