Iran: “tutto possibile”. Rohani vuole vedere Obama

20 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Se l’Occidente lo volesse, il conflitto siriano, che in ormai piu’ di due anni ha fatto piu’ di mille morti, potrebbe volgere al termine. Dopo l’editoriale del presidente russo Vladimir Putin sulle pagine del New York Times, un altro storico rivale degli Stati Uniti, l’Iran, fa sentire la sua voce rivolgendosi direttamente al popolo americano.

Il successore di Ahmadinejad, Hassan Rohani, ha pubblicato un editoriale sul Washington Post per chiedere una tregua agli Stati Uniti, dicendo che in diplomazia “tutto e’ possibile”. Non solo la fine del braccio di ferro sul nucleare, ma anche la pace in Siria.

Il presidente iraniano si è spinto oltre, proponendosi in prima persona come mediatore nel dialogo tra il regime di Damasco e l’opposizione siriana, proprio mentre il segretario di Stato Usa John Kerry ha chiesto al Consiglio di sicurezza di approvare già “la prossima settimana” una risoluzione che costringa Bashar al Assad a tenere fede agli impegni di smantellare il suo arsenale nucleare.

“Il mio governo è pronto a fornire un contributo per facilitare il dialogo tra il governo siriano e l’opposizione”, ha affermato Rohani in un editoriale pubblicato sul sito del celebre quotidiano americano.

La proposta potrebbe essere accolta con prudenza dagli Stati Uniti, che accusano Teheran di sostenere con armi e soldati il regime di Bashar al Assad.

Per Rohani, “un approccio costruttivo della diplomazia non significa rinunciare alle pretese di ciascuno”. “Questo vuol dire”, ha commentato il presidente iraniano, anche “incontrarsi con i propri omologhi, su un piano di uguaglianza e nel rispetto reciproco, per rispondere alle inquietudini diffuse e raggiungere obiettivi comuni”.

Il successore di Ahmadinejad vorrebbe riuscire a trovare un accordo sulla contesa nucleare per poter mettere fine alle sanzioni contro la Repubblica Islamica. Qualche giorno prima, ai microfoni della Nbc, Rohani aveva spiegato che “non abbiamo mai cercato di costruire un’arma nucleare e non lo faremo in futuro”.

In un altro articolo insolito, che difficilmente si trova sulle pagine dei quotidiani occidentali, il Vice di al-Assad ha rilasciato un’intervista esclusiva al Guardian , in cui denuncia una situazione precaria.

La guerra, ha spiegato Qadri Jamil, si trova in una fase di stallo, perche’ nessuna delle due fazioni e’ abbastanza forte da controllare il paese.
Il conflitto ha fatto piu’ di mille morti.

Il tutto mentre l’economia ha perso circa 100 miliardi di dollari, l’equivalente, a regime, di due anni di produzione continuativa. Anche per questo motivo, il governo siriano ha intenzione di lanciare un appello per un cessate il fuoco alla prossima conferenza di Ginevra Due.