Intesa San Paolo, gli ultimi giudizi degli analisti

13 Maggio 2022, di Mariangela Tessa

Secondo la maggior parte degli analisti il titolo Intesa San Paolo è sottovalutato rispetto al potenziale di crescita. La media delle banche d’affari che copre il titolo è convinta che le azioni della banca milanese abbiano un potenziale di rialzo del 31%. Di qui, la piaggia di buy che sono stati emessi sull’istituto di credito.

Intesa Sanpaolo, gli ultimi giudizi degli analisti

Tra i più positivi, Deutsche Bank che sulle azioni hanno un rating buy (comprare) con un prezzo obiettivo di 2,90 euro. Giudizio buy arriva anche da SocGen (2,35), HSBC (2,80) ed Equita (2,70).

Rating Outperform (farà meglio del mercato) arriva da Britta Schmidt, analista indipendente, che sulle azioni ha un prezzo obiettivo pari a 2,90 euro. Analogo il giudizio di Bnp Paribas (2,7 euro), Oddo (2,8) e Intermonte (2,60).

Giudizi più cauti arrivano invece da Mediobanca e Credit Suisse: entrambe le banche di investimento confermano sul titolo Intesa un giudizio neutrale con un prezzo obiettivo rispettivamente  a 1,9 e 2 euro.

Nell’ultimo mese il titolo (che si aggira poco sotto i 2 euro) ha guadagnato il 2%, ma il saldo a un anno è negativo (-16%).ù

L’ultima trimestrale

Nonostante la guerra in Ucraina, la presenza in Russia e l’impennata dell’inflazione, Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre del 2022 con profitti netti per oltre 1 miliardo di euro, a quota 1,024 miliardi, in calo del 32,5% anno su anno. Se si escludono le rettifiche riguardanti la Russia e l’Ucraina per 0,8 miliardi il profitto netto sarebbe stato di 1,670 miliardi.

I ricavi a 5,414 miliardi risultano in calo del 3,8% anno su anno, anche se sopra le stime del mercato. Gli interessi netti nel trimestre sono in flessione del 2,8% a 1,956 miliardi, così come le commissioni nette (-4,6%) a 2,286 miliardi. La banca, guidata dall’amministratore delegato, Carlo Messina, ha tagliato i costi del 4,9% a 2,509 miliardi. Il risultato operativo lordo è sceso del 19% a 2,144 miliardi, mentre il rapporto costi/ricavi al 46,3% resta fra i migliori fra gli istituti di credito nell’Eurozona. Il Cet 1 ratio post dividendi maturati nel primo trimestre è risultato al 13,6%.