Impregilo: se vince No al referendum, addio all’Italia

3 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La vittoria del No al Referendum costituzionale rischia di mettere in fuga gli investitori esteri, ma anche alcune storiche aziende italiane. E’ di questa idea, a quanto pare, Pietro Salini, amministratore delegato dell’impresa di costruzioni Salini Impregilo, che in un’ intervista al Financial Times, ipotizza la possibilità di abbandonare l’Italia, nel caso in cui dovesse vincere il NO al referendum.

“Siamo orgogliosi di portare la bandiera italiana nel mondo”, ha detto al quotidiano londinese il maggior azionista della società che si è aggiudicata, fra gli altri, i lavori di allargamento del canale di Panama e che si prepara a ripartire con il Ponte sullo Stretto di Messina.

Tuttavia, Salini ha aggiunto che “se la situazione politica evolvesse nella direzione sbagliata”, allora “ci sarebbe da valutare seriamente” cosa fare. C’è da dire che l’azienda di costruzioni attiva nelle infrastrutture, ormai, realizza ben poco del suo fatturato in Italia (circa il 9%), mentre il resto lo genera in tutto il resto del mondo

Salini, che ha sostenuto spesso il premier Matteo Renzi, ha spiegato che la sconfitta del Sì lascerebbe il Paese “senza governo, senza la possibilità di andare ad elezioni, senza la possibilità di un governo che sia sufficientemente affidabile”.

Negli scorsi giorni, il premier Renzi si è detto di nuovo favorevole al progetto del Ponte sullo Stretto ma, proprio oggi, ha precisato che questa non è una priorità. “Prima per me vengono la banda larga, l’edilizia scolastica, la Salerno – Reggio Calabria, le ferrovie in Sicilia e Casa Italia”, ha precisato il premier.

Intanto oggi un sondaggio del Corriere della Sera dà il no al 25% contro il 23% di sì.