Imposte di successione verso aumento? La proposta dell’Ocse

13 Maggio 2021, di Mariangela Tessa

Spunta all’orizzonte l’incubo di un aumento delle imposte di successione, dopo che l’Ocse lo ha indicato come possibile strumento per ridurre le diseguaglianze e la concentrazione dei grandi patrimoni ma anche per dare una boccata di ossigeno alle casse dello stato.
La proposta prende le mosse da un’analisi, dal titolo “Tasse di successione nei paesi Ocse”in cui l’organizzazione di Parigi mette a confronto i sistemi di tassazione di eredità e donazioni nei paesi membri.

Dall’analisi emerge non solo una progressiva contrazione delle tasse di successione nel corso degli anni, ma come complessivamente, in tutti i paesi membri, queste tasse raccolgano pochissime entrate.

Nel 1970 i prelievi su donazioni ed eredità contribuivano per circa l’1% al gettito complessivo dei paesi Ocse. Oggi siamo intorno all0 0,5%. A creare questa situazione, secondo l’organizzazione, sono intanto le sempre più frequenti agevolazioni fiscali, ma anche alcune formule sempre più sofisticate di “ottimizzazione” fiscale, per così dire, ad esempio attraverso i trust.

Imposte di successione, l’Italia un paradiso fiscale

L’Italia si distingue come uno dei paesi in cui la tassa di successione e più bassa (4%) e in cui per contro è più alta è la soglia di esenzione, inferiore solo a quella statunitense, che applica però un’aliquota del 40%.
Lo stato raccoglie meno di un miliardo di euro all’anno, una delle cifre più basse dei paesi Ocse, solo lo 0,11% del gettito fiscale complessivo. Ad esempio, in Germania si generano più di 7 miliardi (0,52%) in Francia 14 miliardi (1,38%), mentre la media Ocse si ferma al 0,53%.

Insieme a Spagna ed Austria, l’Italia si distingue così come il paese in cui la ricchezza posseduta dagli individui tende a coincidere di più con quanto ereditato. “In media il 20% più ricco della popolazione riceve eredità o è oggetto di donazioni che sono 50 volte più alte di quelli del 20% più povero”, ha riferito l’organizzazione, che ricorda:

 “Una tassa sulle successioni può essere uno strumento importante per affrontare la diseguaglianza. In particolare nell’attuale contesto, caratterizzato da un forte divario tra la ricchezza delle famiglie e nuove pressioni sulle finanze pubbliche legate alla pandemia da Covid-19”.

Dall’inizio della pandemia il patrimonio dei primi 10 miliardari del mondo è aumentato di 540 miliardi di dollari complessivi. Oggi, nel mondo, il 10% più ricco detiene oltre metà del patrimonio globale, in media.