Il Sole 24 Ore: stato di crisi per altri due anni

4 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Firmato l’accordo tra Cdr e azienda. Stato di crisi per altri due anni. Contratti di solidarietà con il taglio del 14% dell’orario. Prepensionamenti obbligatori. 38/40 redattori a rischio uscita. Frattura nel sindacato di base.

L’accordo raggiunto, come da mandato assembleare, sarà sottoposto al voto della redazione che, tramite referendum, deciderà se approvarlo e conferirgli efficacia, oppure respingerlo e annullarlo. Pertanto il Cdr ha convocato l’assemblea di redazione per mercoledì 5 febbraio (alle ore 11 in prima convocazione, alle ore 12 in seconda convocazione).

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L’ordine del giorno è così articolato: 1) presentazione dell’accordo raggiunto con l’azienda sulle misure per il contenimento dei costi per il biennio 2014-2016; 2) modalità operative del referendum sull’accordo; 3) nomina della Commissione elettorale; 4) varie ed eventuali. Tre dei 4 membri del Cdr (Alessandro Galimberti, Giovanni Negri e Barbara Fiammeri) non rispondono al telefono, parla con il groppo in gola Antonella Olivieri, firma storica della Finanza, tornata nel CdR dopo una lunga assenza. Non ha firmato l’accordo anche se ha assistito a tutte le fasi della trattativa fino all’ultimo istante. Il documento è stato siglato nella notte tra venerdì e sabato. Una sintesi del protocollo si può tracciare sia pure per sommi capi. Lo stato di crisi viene prorogato per 24 mesi. I contratti di solidarietà saranno rinnovati con il taglio del 14% dell’orario di lavoro (i redattori rimarranno tre giorni al mese a casa).

Sul piano economico la diminuzione dello stipendio correlato al taglio dell’orario viene bilanciata dall’intervento dell’Inpgi per il 60% e dello Stato per il 10%: in sostanza la perdita reale non va al di là del 5% dello stipendio. Andranno in prepensionamento 38/40 giornalisti: vengono espulsi dalla produzione le firme più note del quotidiano edito da Confindustria. Il prepensionamento è regolato dall’articolo 37 della legge 416/1981 dell’editoria: possono accedervi coloro che hanno almeno 58 anni di età e almeno 18 anni di contributi alle spalle. Il limite del 18 anni in questo caso è stato elevato a 35 e 25 anni rispettivamente nel 2014 e nel 2015.

I redattori, i capiservizi e i capiredattori possono optare, però, con una riduzione dal 30 al 50% dello stipendio, per la trasformazione del contratto oggi stipulato a tempo pieno (ex art. 1 del Cnlg) in contratto di collaborazione fissa (ex art. 2 del Cnlg), lavorando da casa (una forma di telelavoro atipica e originale non normata dal Cnlg) secondo le clausole fissate nel verbale di accordo 15 ottobre 2013 (il testo è in coda) mai approvato dall’assemblea di redazione e stipulato anche “con l’obiettivo di congenere i costi redazionali”.

Antonella Olivieri non ci sta: “Il Cdr non può avallare i prepensionamenti obbligatori, perché gli stessi sono per legge volontari. E’ evidente che chi non accetta rischia di finire in Cigs a 900 euro al mese. Il mio giornale, che è stato anche il tuo per oltre 16 anni, caro Franco Abruzzo, rischia, con le uscite, di perdere la sua anima e la sua storia. L’editore sbaglia due volte: una prima volta liberandosi di persone altamente capaci e poi per gli incentivi che riconosce. Costa di meno trattenere i redattori in servizio. Noi abbiamo bisogno di un piano di rilancio e non di sbarazzarci delle risorse umane che servono per portarlo avanti”.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Franco Abruzzo – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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