Il ristorante italiano più stravagante di Londra, tra bordelli e nomi scomodi

6 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Londra – Per quanto possa talvolta superare i limiti della stravaganza, la capitale del melting pot inglese ha sempre qualcosa di nuovo da offrire.

Tra le mille sfaccettature di Londra, c’e’ infatti sempre qualche novità da scoprire ed è cosí che navigando lungo le rive del Tamigi si possono scoprire posti o ristoranti del tutto inimmaginabili.

A Limehouse, zona abbastanza centrica con canali e boat house, ovvero le case sulle barche, zona insomma molto tranquilla, vi è un ristorante italiano. Non che sia una grossa novità, ce ne sono più di mille a Londra, ma questo… questo ha qualcosa di speciale, a cominciare dal nome.

Non capita tutti I giorni infatti di camminare per strada e trovarsi di fronte al ristorante La Figa, situato al 45 di Narrow Street. A primo impatto fa ridere, strappa un sorriso e forse anche una risata, anche perchè accanto al nome vi è il simbolo che in qualche modo riporta all’apparato femminile. Ma poi a mente fredda viene da pensare come sia possibile una cosa del genere. Sarà un cognome? Non può essere riferito a quella cosa ti pare? E invece poi si viene a scoprire che è proprio cosí.

La storia sembra un racconto da romanzo del dopoguerra.

Un uomo d’affari turco, una quindicina d’anni fa, si interessò ad alcuni locali nella zona di Limehouse, tra questi vi era un bordello. Decise che il momento era opportuno e lo comprò, trasformandolo in un ristorante che tutt’ora esiste, dal nome, Il Bordello.
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Vedendo che le cose tutto sommato andavano bene, decise di espandersi e aprirne un altro, questa volta però con un nome, diciamo, più spinto, ovvero La Figa. Per evitare problemi di ogni genere con i tanti italiani che vivevano a Londra e nella zona ebbe la geniale idea di offrire per le prime quattro settimane di apertura, pranzo e cena gratis a tutti e infatti da quel momento alcuni clienti divennero fissi, altri invece, come spesso capita, approfittarono del momento per poi sparire.

La gentile offerta però non evitò che le polemiche sparissero ed infatti una volta finito “il mese di grazia” subito tornarono le proteste. La comunità italiana era abbastanza scocciata e contrariata dal nome, ritenuto volgare ed offensivo e cosí dopo le prime proteste, si passò a quelle più vivaci fino ad arrivare agli avvocati.

Il turco, furbo abbastanza, prima che la cosa degenerasse del tutto arrivando in qualche tribunale, si mise a fare una ricerca approfondita e venne a scoprire che a Londra vi è una catena di ristoranti italiani chiamata Carluccio, e a quanto pare questo nome, in un dialetto turco, è una parolaccia.

Strano ma vero, questa scoperta improvvisamente placò le polemiche anche perchè l’uomo d’affari turco ora si trovava ad avere il coltello dalla parte del manico, seguendo il ragionamento secondo il quale, se La Figa dava fastidio alla comunità italiana perchè volgare lo stesso valeva per Carluccio in quanto parolaccia in turco.

Tutti i problemi cosí si risolsero e da nove anni a questa parte il ristorante resiste, anzi aumenta i propri consensi visto il buon cibo che offre. Manager, camerieri e cameriere poi, i quali alla domanda su come si sentono a lavorare in un posto del genere ci ridono sopra, sono tutti italiani.

E il turco? Lui invece qualche anno fa ha deciso di vendere tutto e ora non si sa piú che fine abbia fatto. Sarà probabilmente tornato in Turchia ed avrà aperto una catena di ristoranti dai nomi stravaganti.