I CALI AZIONARI IN EUROPA ATTRAGGONO DENARO DEI VC

7 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

L’Europa e’ stata colpita dalla mania delle dot-com e ora ne sta pagando il prezzo con il crollo dei mercati, il fallimento di alcune societa’ e la scomparsa delle Ipo, ma gli imprenditori e i capitalisti di ventura sembrano a proprio agio.

In Germania l’indice tecnologico Nemax 50 del Neuer Markt e’ in calo del 30% dalle punte massime di febbraio e la scorsa settimana ha registrato un crollo del 40%, allontanando dal mercato varie Ipo previste.

Alcune societa’ che si sono immatricolate quest’anno, quali Lastminute.com (LMIN) e l’olandese World Online, non hanno incontrato il favore del pubblico.

Nonostante questo, i capitalisti di ventura sostengono che il mercato mobiliare in Europa si mantiene forte e aggiungono che il calo dei titoli e’ risultato in una piu’ razionale valutazione delle startup.

“L’Europa dovra’ tollerare, ora piu’ che mai, cambiamenti inaspettati” ha commentato Martin Gagen, amministratore delegato di 3i. “Ma quali capitalisti di ventura dobbiamo mantenere la calma ed essere ottimisti”.

Da un punto di vista pratico, infatti, i Venture Capital sono felici del calo delle valutazioni. “I prezzi sono molto piu’ ragionevoli ora”, ha sottolineato Niall Cains di Nanyang Ventures.

La correzione del mercato ha portato lo sconto del 40-50% delle valutazioni e Martin Gagen prevede un ulteriore calo prima della ripresa. Gli investitori di ventura beneficiano certamente di questo, ma gli imprenditori devono trovare altri modi per ottenere fondi ad un prezzo piu’ conveniente.

Questo pero’ non ha influenzato il numero degli affari condotti e George Coelho di Benchmark Capital continua a ricevere cinque piani aziendali al giorno.
“Siamo sommersi dall’entusiasmo degli imprenditori europei”, ha commentato.

Sebbene i capitalisti di ventura europei non intendono cambiare la propria strategia per accomodare la correzione, George Coelho prevede investimenti piu’ selettivi in futuro, un rallentamento nella conclusione degli affari e anche una maggiore difficolta’ ad ottenere finanziamenti.

Gli imprenditori continuano ad essere ottimisti e, come Jerome Stevens della startup frnacese Direct Medica, sono certi che la correzione creera’ una sorta di selezione naturale dove sara’ piu’ facile per le societa’ solide emergere e raccogliere fondi.

I settori considerati piu’ attraenti dai VC europei rimangono quelli business-to-business, delle reti broadband e delle comunicazioni wireless, anche se alcuni non escludono investimenti nelle societa’ online di beni di consumo.

Max Burger-Calderon di Apax Partners Europe prevede opportunita’ in Europa per le business-to-consumer, specialmente se queste societa’ saranno in grado di trarre vantaggio dal mercato prima che questo soccomba alle pressioni psicologiche. Il settore B2C e’ stato infatti penalizzato dal fallimento di aziende quali Boo.com, ma c’e’ spazio nel settore viaggi e in quello dei servizi finanziari.

Secondo un sondaggio di Red Herring, gli imprenditori non temono di essere tagliati fuori dal flusso degli investimenti a causa della correzione dei mercati azionari, anche perche’ finora il settore e’ rimasto forte in Europa. Nel Regno Unito, ad esempio, nel 1999 i capitalisti di ventura hanno speso in societa’ high-tech 1,09 miliardi di sterline, un aumento del 55% sull’anno precedente e, sul totale di 6,169 miliardi di sterline raccolte l’anno scorso dalle startup il 18% e’ andato a societa’ high-tech.

Tanguy Peers, fondatore della societa’ francese B2B Build considera la correzione un sistema per ripulire il mercato e non ha paura di incorrere in problemi nella raccolta di fondi. Suggerisce, pero’ di scegliere la societa’ di ventura con molta cautela, perche’ “gli investimenti iniziali danno forma al successo futuro dell’azienda”.

Jerome Stevens di Direct Medica ricorda infatti che quando la societa’ era in cerca dei primi finanziamenti, un capitalista di ventura aveva offerto $8 milioni, cercando di convincere la societa’ che con un tale ammontare non avrebbe avuto bisogno di ulteriori finanziamenti per un anno, in cambio, pero’ di una sostanziale partecipazione.
Stevens rifiuto’ l’offerta intuendo che il VC intendeva lanciare un’Ipo e trarne risultati a breve termine, preferendo invece focalizzare la sua attenzione sulla produzione di utili.

Anche Mark Suster di BuildOnline.com non teme di rimanere all’asciutto. E’ certo che i capitalisti di ventura saranno piu’ selettivi e investiranno in un numero minore di aziende, ma a suo parere la chiave e’ “avere abbastanza liquidita’ da superare la turbolenza”.