Grillo: “Monti scompaia”. E intanto espelle Salsi e Favia

12 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Il Movimento 5 Stelle si sta trasformando in un partito nazionale e l’ultimo messaggio del fondatore Beppe Grillo e’ uno di quelli da capo assoluto. Il fondatore delle liste civiche ha cacciato i rappresentanti “ribelli” Federica Salsi e Giovanni Favia, vietando loro di utilizzare d’ora in avanti il simbolo del gruppo.

Il popolare blogger ha poi detto in una intervista all’emittente americana CNBC che il primo ministro Mario Monti e’ un mero “curatore della fase di bancarotta” dell’Italia e che pertanto “deve scomparire”.

Una volta concluse le parlamentarie per l’elezione dei candidati del Movimento, il politico genovese ha voluto dare uno scossone ai suoi e rispondere al contempo con i fatti alle accuse di assenza di democrazia che aveva ricevuto anche dall’interno non solo dagli avversari e dai grandi media: “Chiunque vuole dissentire si allontani da noi”, scrive nel suo blog.

Il fondatore del listone civico ha deciso di vietare ai dissidenti consiglieri rispettivamente di Bologna e dell’Emilia Romagna l’utilizzo del logo del Movimento 5 Stelle. E’ un messaggio forte, da capo assoluto.

L’impressione e’ che in seno al gruppo manchi dialettica. E’ normale fissare dei limiti e delle norme di trasparenza e credibilita’ in un Movimento. E chi accetta di farne parte deve rispettarne le regole e i principi fondatori.

Ma l’atteggiamento dispotico mostrato in piu’ di un’occasione rischia di trasformarsi in un boomberang per Grillo. In fondo l’abilita’ del “leader” – parola che al blogger genovese non piace, ma che gli si addice – sta anche nella capacita’ di placare i malcontenti e tenersi stretti i dissidenti.

Nel frattempo il PD cerca di porre rimedio al vincolo delle liste bloccate stabilito dalle legge elettorale vigente (il famigerato Porcellum), indicendo le primarie del Pd per scegliere i parlamentari. Se l’election day sara’ a febbraio, le “parlamentarie” in versione Partito Democratico si terranno allora il 29-30 dicembre.

La decisione è stata presa nell’incontro tra il segretario Pier Luigi Bersani e i segretari regionali e annunciata dal vicesegretario Enrico Letta.