GRECIA, UN PAESE APPETIBILE PER CHI INVESTE

21 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il primo gennaio prossimo anche la Grecia entrerà nell’Unione monetaria europea. E’ stata fissata la parità irreversibile con l’euro a 340,75 dracme. Oggi la valuta nazionale si trova, rispetto alla moneta unica, a quota 336,5. Wall Street Italia ha chiesto un’analisi a Giovanni Fragola, economista di Caboto Holding Sim.

Quali prospettive si aprono?

“Indubbiamente la dracma dovrà deprezzarsi rispetto al suo livello attuale”.

Questo significa che chi compra oggi in dracme va verso una perdita?

“Sì. Oggi, specialmente sull’obbligazionario, la rendita è maggiore; il mercato è poco liquido e per questo paga un premio perché è più difficile rivendere una volta che si è acquistato. Attualmente lo spread tra i titoli tedeschi, ma anche italiani, è piuttosto ampio”.

Cosa succederà a gennaio?

“Noi riteniamo equo che sul bond a dieci anni lo spread si riduca dagli attuali 90 ai 50 punti base, con un margine di profitto, per chi acquista oggi, del 2-2,5% rispetto al bund tedesco”.

Che orizzonti offre il mercato azionario?

“E’ un mercato che ha avuto un forte boom fino alla fine del 1999: l’indice Ase, Athen Stock Exchange, aveva superato i 6.000 punti. Ora è sceso a 4.500. Ma bisogna considerare che il listino era stato oggetto di forti speculazioni proprio nel periodo della convergenza verso l’euro. C’è dunque da aspettarsi che il mercato risalga”.

Sulla base di quali presupposti?

“Per quanto piccolo, l’azionario greco offre spunti di interesse, anche considerando il fatto che il Paese ha una democrazia stabile, confermata tra l’altro dal recente risultato elettorale”.

Quali sono i comparti destinati a una crescita maggiore e all’attenzione degli investitori esteri?

“Sicuramente le telecomunicazioni e l’energia sono i settori con un orizzonte più ampio, soprattutto se il Paese realizzerà le riforme strutturali che ha in agenda”.

Quali?

“C’è da rimettere mano alle pensioni, ma anche al sistema pubblico, che ha un peso ancora molto forte nell’economia greca: dovranno perciò partire le privatizzazioni, la liberalizzazione, l’informatizzazione”.

C’è dunque molto spazio per la crescita.

“Sì. Bisogna calcolare che per il 2000 è stato stimato un aumento del Pil, prodotto interno lordo, pari al 3,7%; l’anno prossimo la crescita dovrebbe attestarsi sul 4%”.

Quali sono i passi più importanti che dovranno essere compiuti?

“L’allentamento della stretta monetaria. I tassi di interesse dovranno scendere: quelli a breve, parliamo dei tre mesi, sono ancora sull’8,25-8,40%. Ma il problema in Grecia è un’inflazione un po’ troppo esuberante, sia pure prossima ai parametri di Maastricht. Quest’anno dovrebbe attestarsi al 2,5%, in discesa rispetto al 2,6% del 1999”.