Usa: 11 Settembre colpa dell’Iran

17 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Questa settimana l’Iran ha annunciato che non pagherà la multa da 10,5 miliardi di dollari comminata da un tribunale americano in relazione agli attentati delle Torri Gemelle del 2001. I paesi salafisti colpevoli invece, grazie all’immunità, non hanno mai dovuto pagare.

Il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Hossein Jaberi Ansari, ha definito “assurda e ridicola” la sentenza del giudice, lo stesso che ha anche stabilito il 29 settembre dell’anno scorso che l’Arabia Saudita gode dell’immunità sovrana e non può essere né accusata né incriminata per gli attacchi dell’11 Settembre.

La decisione del giudice George B. Daniels, che è stato nominato dall’amministrazione Clinton, si basa sul rapporto della Commissione investigativa sull’11 settembre, secondo cui alcuni degli attentatori erano iraniani, ma essi secondo la Repubblica Islamica non avevano il passaporto in regola e timbrato. Teheran sostiene che nessuna delle 19 persone trovate colpevoli ha in realtà la cittadinanza iraniana. Quindici venivano dall’Arabia Saudita, due dagli Emirati Arabi Uniti (un altro paese salafista), uno dal Libano e uno dall’Egitto.

Secondo il ministero degli Esteri di Teheran la decisione è “tanto assurda da mettere in ridicolo il principio di giustizia mentre mette ulteriormente in cattiva luce la reputazione degli Stati Uniti in materia di giurisprudenza”.

Perché sono stati usati due pesi e due misure è presto detto. Gli Usa sono un grande e storico alleato del nemico numero uno dell’Iran sciita, l’Arabia Saudita. Il paese sunnita wahabista è anche il primo acquirente di armi fabbricate negli Stati Uniti. Sono affari fondamentali per Lockheed Martin e per gli altri gruppi di armamenti bellici americani, e vengono determinati di fatto dalla famiglia reale saudita.

Senza contare che, stando alla testimonianza del contabile di al-Qaida, la maggior parte dei donatori del gruppo terrorista che ha rivendicato gli attacchi dell’11 Settembre erano sauditi o cittadini dei paesi amici del regno del Golfo.