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Goldman Sachs ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Innovator Capital Management, società che gestisce 171 ETF attivi con circa 31 miliardi di dollari di asset. Una mossa, comunicata a dicembre, che amplia la presenza della banca d’affari in uno dei segmenti più dinamici dell’asset management. Gli ETF attivi sono infatti tra le aree a più rapida crescita del settore grazie a costi inferiori e maggiore flessibilità strategica.
Valore dell’accordo ed effetti
Il valore dell’accordo, pari a circa 2 miliardi di dollari, segna una delle mosse più rilevanti degli ultimi anni nella corsa delle grandi case globali verso gli ETF attivi.
“Con questa acquisizione abbiamo compiuto un passo trasformativo nel nostro impegno a fornire soluzioni di investimento sofisticate progettate per offrire risultati specifici agli investitori lungo i cicli di mercato”, ha dichiarato l’amministratore delegato David Solomon, sottolineando la valenza strategica dell’operazione per l’offerta del gruppo.
Per effetto dell’integrazione, Goldman Sachs Asset Management supervisionerà ora circa 240 ETF a livello globale, per un totale di 90 miliardi di dollari di asset. L’operazione amplia in modo significativo la gamma di strategie disponibili, in particolare nel segmento delle soluzioni strutturate per la protezione del capitale.
Ingresso dei fondatori e rafforzamento del team
A seguito del closing, i co-fondatori di Innovator, Bruce Bond e John Southard, entreranno in Goldman Sachs come advisory director. La banca ha inoltre comunicato che il Chief Investment Officer, Graham Day, e il responsabile della distribuzione, Trevor Terrell, entreranno come partner.
Nel complesso, più di 70 dipendenti di Innovator confluiranno nella struttura del gruppo, rafforzando competenze specialistiche in un’area considerata chiave per la crescita futura del business degli ETF attivi.
Domanda crescente dagli investitori in pensionamento
Innovator è nota per l’utilizzo di una cosiddetta strategia “defined outcome”, che impiega opzioni negoziate in borsa per proteggere gli investitori dai ribassi di mercato, limitando al contempo il potenziale rialzo per finanziare il costo della copertura. Si tratta di un approccio che mira a offrire visibilità sui risultati attesi e maggiore controllo del rischio.
“Quello che abbiamo riscontrato è che molti consulenti hanno clienti in fase di pre-pensionamento o già in pensione. Ciò implica una priorità alla preservazione del capitale rispetto all’apprezzamento”, ha dichiarato Graham Day, evidenziando la crescente domanda per strategie difensive.
Secondo il Chief Investment Officer di Innovator, la dimensione attuale del mercato delle strategie “defined outcome” è compresa tra 70 miliardi e 80 miliardi di dollari e cresce a un ritmo superiore rispetto allo spazio ETF tradizionale, segnalando un cambiamento strutturale nella domanda degli investitori.
L’interesse per soluzioni alternative è alimentato anche da dinamiche di mercato più complesse. “Le correlazioni tradizionali si stanno rompendo. Sempre più investitori cercano modi diversi per ottenere esposizione ai mercati”, ha affermato Bryon Lake, Chief Transformation Officer di Goldman Sachs Asset Management.
Il contesto attuale, caratterizzato da volatilità e cicli economici meno sincronizzati, sta spingendo investitori istituzionali e consulenti finanziari verso strumenti che combinano partecipazione ai mercati e gestione dei rischi al ribasso. In questo scenario, gli ETF attivi e le strategie con esito definito emergono come uno dei principali fronti competitivi tra i grandi operatori globali del risparmio gestito.