GLI INTOCCABILI DEL QUARTIERINO

24 Aprile 2006, di Redazione Wall Street Italia

Autore: Fabrizio Tedeschi – Fabio Macchi
Titolo: Gli Intoccabili del Quartierino
Anno di edizione: Marzo 2006
Casa editrice: Aliberti editore
Pagine: 176
Prezzo: euro 13,50

Da che mondo è mondo ci sono le guardie e ci sono i ladri. Nel mercato finanziario italiano, le guardie sono invece arrivate tardi, molto tardi. La Consob, ovvero la “polizia di Piazza Affari”, è nata solo nel 1974 e addirittura del 1991 è la prima legge che ha introdotto anche in Italia il reato di insider trading, ovvero l’abuso di informazioni privilegiate e riservate per speculare in Borsa.

Quattro anni dopo, la stessa Consob si dota finalmente di un Ufficio Insider Trading. A costituirlo è chiamato Fabrizio Tedeschi, un quarantenne con già alle spalle una brillante carriera nell’alta finanza. Grintoso, determinato, una passione giovanile per il mestiere di pubblico ministero: l’uomo giusto al posto giusto. Tanto che negli ambienti finanziari viene ben presto ribattezzato “Terminator”, “Apocalisse”, “Robocop” o “Pastore Tedeschi”. E il suo Ufficio Insider Trading – un pool di professionisti al servizio dello Stato e intenzionati a servirlo al meglio, anche con innovative tecniche d’indagine – inizia a dare i primi risultati.

È grazie a questo nuovo modo di interpretare la vigilanza che la Consob scopre, tra il 2001 e il 2002, la strana operazione che la Banca Popolare di Lodi, e in particolare Gianpiero Fiorani, sembra avere architettato per poter mettere le mani sulla Popolare di Crema. Un rastrellamento di titoli attraverso una fiduciaria svizzera che oggi, alla luce dei clamorosi sviluppi dell’inchiesta su Bancopoli e i “furbetti del quartierino”, appare come una sorta di prova generale della scalata ad Antonveneta risoltasi con l’arresto di Fiorani e, indirettamente, con le dimissioni del governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio.

Ma a quel serio lavoro di intelligence fecero seguito la cacciata di Tedeschi dalla Consob e l’archiviazione degli esposti contro Fiorani inviati alla magistratura. Gli Intoccabili – dalla locandina del film di Brian De Palma che in quegli anni qualcuno aveva appeso davanti all’Ufficio Insider Trading – forse non erano gli ispettori della Consob, almeno a quei tempi.

Gli Intoccabili del quartierino racconta l’appassionante storia della nascita dell’Ufficio Insider Trading e dell’inchiesta sul caso Crema-Fiorani. Ma consente a Tedeschi di analizzare vizi e virtù dei padroni della finanza: dalla Parmalat alla Cirio, dalla Bipop ai Tango bond, fino ai manager coop Consorte e Sacchetti. Di indicare quali potrebbero essere gli strumenti per evitare certe degenerazioni del sistema. E di spiegare perché tutto questo è purtroppo destinato a ripetersi.

Fabrizio Tedeschi, 52 anni, ha lavorato tra l’altro all’Unione Fiduciaria e alla Sige da cui è uscito, nel 1987, insieme ad altri dirigenti per fondare la Akros, primaria compagnia mercantile e finanziaria italiana. Nel 1994 il passaggio dal privato al pubblico, con l’ingresso alla Consob. Attualmente è partner di Analysis, società di consulenza in materia di servizi d’investimento.

Fabio Macchi, 42 anni, è stato redattore del quotidiano «Gazzetta di Reggio» (Gruppo L’Espresso), occupandosi di economia, politica e cronaca giudiziaria. Giornalista professionista dal 1987, ha collaborato con radio, tv e quotidiani nazionali: nel 2000, da caposervizio delle Cronache, ha lasciato la Gazzetta per dedicarsi alla libera professione. Attualmente è responsabile dell’Ufficio Stampa della Provincia di Reggio Emilia.

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