Ghosn: nuove accusa contro l’ex numero uno di Nissan

28 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Una settimana è passata da quando i pubblici ministeri di Tokyo hanno trascinato l’ex leader dell’alleanza Nissan-Renault-Mitsubishi, Carlos Ghosn, in una cella, eppure nessuno sembra conoscere i dettagli delle accuse rivolte a Ghosn, né Nissan, né la stampa giapponese, e nemmeno – secondo il Financial Times – Ghosn stesso.

Finora, sappiamo che Ghosn è sospettato di aver dichiarato redditi in misura inferiore, di ben  ben 100 milioni di dollari (i primi rapporti hanno riportato il numero a 44 milioni di dollari). Alcuni di questi sono legati a premi azionari basati sulle prestazioni, e alcuni legati al risarcimento che avrebbe ricevuto alla pensione. Si ritiene inoltre che abbia aiutato a organizzare l’incanalamento dei soldi della Nissan in una filiale olandese che ha acquistato “abitazioni aziendali” in Brasile e in Libano. Le abitazioni si sono rivelate essere case di lusso ad uso di Ghosn e della sua famiglia. È anche sospettato di aver usato il jet privato di Nissan per viaggi e vacanze personali, volando in paesi in cui Nissan non ha avuto operazioni significative.

E alla lista dei reati sospetti, il Janap Times ne riporta un altro: Ghosn è sospettato di aver scaricato sui conti dell’azienda circa $ 15 milioni di dollari di perdite commerciali derivanti dai suoi investimenti personali nel 2008 durante il periodo della crisi finanziaria. Secondo quanto riferito, Nissan avrebbe dovuto subire le perdite quando Ghosn non poteva garantire garanzie adeguate.

Nissan si è presa carico delle perdite subite durante la crisi finanziaria globale nel 2008, dopo che Ghosn non poteva garantire garanzie adeguate, secondo le fonti.

Così scrive la stampa nipponica secondo cui le autorità giudiziarie sarebbero a conoscenza della vicenda.