Gestori: semaforo verde per i BTP

29 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Mercati azionari globali in grande spolvero: guardando soltanto all’Italia, il Ftse Mib ha segnato un balzo nell’ultimo anno oltre +21%; ancora meglio l’indice Ftse Italia STAR, con una variazione che è stata superiore a +47%.

Buy scatenati su Wall Street che continua a inanellare in modo incessante nuovi record, nonostante i dati macroeconomici poco confortanti: S&P 500 +25% circa da inizio 2013, Nasdaq quasi +32%, Dow Jones +21,20%.

In Asia, l’Abenomics del Giappone e la maxi-iniezione di liquidità-droga ha portato l’indice allargato Topix della Borsa di Tokyo ad attestarsi a un livello +41,21% da inizio anno e +64,20% su base annua.

Il mondo intero degli investitori brinda alla liquidità, la decorrelazione tra la performance dei mercati e i fondamentali dell’economia passa sempre di più dietro le quinte, sembra quasi non importare più; come sembra non importare se l’economia Usa non abbia ancora raggiunto il proprio potenziale di crescita, anzi, forse è quasi meglio, visto che in questo modo la Federal Reserve avrà la “scusa” di continuare a immettere nel sistema miliardi di dollari. Leggi Altro che tapering. Da Fed iniezione “eterna” di liquidità.

In questo contesto, cosa devono fare gli investitori? Continuare ad acquistare azioni? Diversificare maggiormente il proprio portafoglio? In che modo? Wall Street Italia ha intervistato Federico Mobili e Laura Tardino, rispettivamente responsabile dell’azionario e strategist di BNP Paribas Investment Partners.

WALL STREET ITALIA – E’ giusto continuare a puntare sull’azionario? Qual è il modo più opportuno di diversificare il proprio portafoglio? Tra Wall Street, Europa, Asia, quali mercati prediligere? Su quali indici azionari siete più bullish e quali preferite evitare?

FEDERICO MOBILI, LAURA TARDINOManteniamo un approccio cautamente positivo sull’azionario (20-30% di un ipotetico portafoglio) ed in particolarmente su quello europeo (peso 20-25%) ed emergente (peso 5-10%) in ragione del momentum macroeconomico e delle valutazioni dei listini borsistici di queste due aree, più interessanti rispetto a quelle americane. Tra i paesi emergenti preferiamo i paesi dell’area asiatica, i cui fondamentali destano minor preoccupazioni riguardo all’inflazione e che sono caratterizzati da un basso deficit di partite correnti.

WSI – Quali sono i settori che preferite?

FM, LT MATERIALI DI BASE: le aspettative di crescita e le valutazioni sono basse se comparate con altri settori ciclici. Gli ultimi dati macroeconomici cinesi sono in miglioramento e sono da supporto per il settore. FINANZIARI: potrebbero beneficiare significativamente dalla stabilizzazione dell’economia europea. Sebbene i fondamentali rimangano fragili (bassa crescita dei volumi dei prestiti, bassi tassi di interesse), il settore presenta importanti miglioramenti in termini di riduzione dei costi, allentamento della regolamentazione bancaria e miglioramento della patrimonializzazione dei bilanci bancari. Oltre che sulle banche, siamo positivi anche sulle Assicurazioni per via delle valutazioni interessanti rispetto a quelle del recente passato e dei dividendi elevati INDUSTRIALI: è un settore fortemente legato al ciclo economico, potrebbe beneficiare del miglioramento del trend macroeconomico in Europa ed in Cina e inoltre presenta valutazioni interessanti.

WSI – Ritenete che sia opportuno investire nell’obbligazionario?

FM, LTNello spazio obbligazionario, governativo (che inseriremmo in portafoglio con un peso tra il 40% ed il 50% escludendo l’allocazione al credito societario) siamo convinti che le curve siano andate oltre e siano troppo ripide. E’ quindi possibile un ulteriore appiattimento, almeno nel breve periodo, già iniziato dopo l’ultimo meeting della Fed, fermo restando l’inevitabile rialzo dei rendimenti nel medio periodo. La nostra positività sul dollaro potrebbe peraltro ulteriormente giustificare un’esposizione al Treasury americano.

WSI – I BTP sono tornati a essere acquistati dopo gli attacchi speculativi del periodo più buio della crisi dei debiti sovrani, che ha visto l’Italia sull’orlo del baratro. Qual è la vostra view sui titoli di stato dei paesi europei, e in particolare, italiani?

FM, LTRimaniamo costruttivi sui titoli governativi periferici (con un peso tra il 5 e il 10%) credendo nel tema della riconvergenza dei rendimenti periferici (Spagna, Italia ma anche Irlanda e Portogallo) verso quelli dei paesi core (Germania, Francia). Quindi per noi il semaforo è verde per i BTP.
Nello spazio del credito (con un peso tra il 5 ed il 10%) preferiamo quello ad alto rendimento caratterizzato da rendimenti e valutazioni più interessanti, in presenza di tassi di insolvenza contenuti.
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WSI – Conviene scommettere su oro e petrolio?

FM, LTSu oro e petrolio non siamo particolarmente positivi, essendo venuti meno da un lato i rischi estremi e dall’altro essendo mutati i fondamentali che hanno sostenuto nel recente passato i trend di lungo periodo in salita. Non solo è venuto meno il rischio di una disintegrazione dell’euro o il rischio di iperinflazione nel breve- medio termine ma, con riguardo nello specifico al petrolio, si stima che nei prossimi due anni l’OPEC raddoppierà la sua produzione da 2 a 4 milioni di barili al giorno grazie soprattutto al contributo dell’Arabia Saudita.