Futures pesanti: Cina alza i tassi per la prima volta da dicembre 2007

19 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca mezz’ora all’avvio delle contrattazioni i futures Usa viaggiano leggermente sotto i livelli di parita’, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza negativa, dopo che ieri il Dow ha chiuso sui massimi dal 3 maggio. Per ora nonostante i cali il paniere delle blue chip riesce a tenere quota 11000.

A mettere sotto pressione il mercato sono il rialzo dei tassi di interesse in Cina e l’outlook conservativo di Apple per il prossimo trimestre. La societa’ di Cupertino ha annunciato utili quasi raddoppiati grazie alle vendite di iPhone e iPad, tuttavia, le previsioni per il periodo di tre mesi in corso hanno deluso le aspettative. Le azioni cedono circa il 5%.

“Non sono troppo preoccupato per Apple, anche se il mercato ha reagito bene ai conti, in fondo stiamo parlando di un titolo che da inizio settembre e’ passato a valere $320 da $250”, sottolinea a Marketwatch Art Hogan, chief market strategist di Jefferies.

Wall Street inoltre non ha accolto con favore la decisione della banca centrale di Pechino di alzare di 25 punti base i tassi di interesse sia sui rifinanziamenti che concede alle banche sia sui depositi che detiene per conto di esse: era da dicembre 2007, ovvero da quando ha imboccato la ripresa, che non succedeva. Il paese asiatico fa fatica a tenere sotto controllo l’inflazione. Hogan sostiene che la mossa non rappresenti un fattore negativo per il tasso di crescita dell’economia nazionale.

Tornando sul fronte societario IBM ha battuto le attese sul fronte dei profitti, con il fatturato che e’ cresciuto del 3% a $24.3 miliardi. Nel corso del preborsa riportano i conti Coca-Cola, Yahoo! e le due banche Goldman Sachs e Bank of America. Quest’ultima ha archiviato il trimestre con una perdita netta pari a $7.3 miliardi, che si confronta con il miliardo di rosso accusato un anno prima. I titoli avanzano per il momenrto: escludendo gli oneri da 10.4 miliardi il risultato sarebbe stato in utile per 3.10 miliardi, ovvero 27 centesimi per azione.

La rivale Goldman ha riportato un profitto migliore delle stime. La societa’ di bevande di Atlanta ha registrato un incremento dei profitti nell’ultimo trimestre, cosi’ come Johnson & Johnson.

Il calendario macroeconomico non offre grandi spunti: la situazione del mercato immobiliare sembra in via di stabilizzazione con i cantieri edili che in settembre hanno registrato il terzo mese consecutivo in incremento. Gran parte dei rialzi e’ dovuta al business delle abitazioni monofamiliari. Ma in realta’ i problemi all’orizzonte restano, come dimostra il calo delle licenze di costruzione.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna novembre cedono l’1.78% a quota $81.6 il barile. Il derivato con scadenza dicembre dell’oro segna un -1.83% a $1347 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro perde lo 0.77% a quota $1.3827. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale registra un rialzo di 3.4 punti base attestandosi al 2.540%.

Alle 15:00 (le 9:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 scambia in ribasso di 6.9 punti (-0.59%) a quota 1171.30.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in calo di 25.25 punti (-1.05%) in area 2072.5.

Il contratto sull’indice Dow Jones registra una flessione di 38 punti a quota 11007 (-0.34%).