FUSIONI: AOL-TIME WARNER, NON BASTA LA PAROLA

28 Luglio 2000, di Redazione Wall Street Italia

La fusione tra i giganti America Online (AOL) e Time Warner (TWX) e’ sempre piu’ vicina, sebbene, dai dibattiti in corso a Washington, sembra sempre piu’ possibile che la Federal Communications Commission finira’ con l’imporre significative condizioni per evitare che l’affare limiti la partecipazione della concorrenza al mercato.

Stephen Case, amministratore delegato di AOL e Gerald Levin, Ceo di Time Warner, difendono le critiche assicurando l’intenzione a mantenere aperti il loro sistema di trasmissione e quello Internet a altre societa’, commentando che la fusione non intende essere sfavorevole alla concorrenza per il rischio intrinseco di limitare l’esperienza online dei propri utenti.

Naturalmente le societa’ del settore non si accontentano della parola delle parti interessate, sottolinenado come non sia mai stato annunciato quando America Online intenda aprire il servizio di messaggeria istantanea ai sistemi concorrenti e quando Time Warner iniziera’ a offrire accesso al suo sistema via cavo agli altri fornitori del servizio Internet.

Del resto, il sistema di messaggeria istantanea non funziona con i sitemi concorrenti e Time Warner ha mostrato i muscoli qualche mese fa quando ha escluso ABC dal suo sistema di TV via cavo a causa di una disputa commerciale.

La posta in gioco e’ molto alta in quanto la fusione tra la maggiore societa’ al mondo di servizio Internet e il principale conglomerato dei media e dell’intrattenimento, non solo rappresenta il piu’ sostanziale affare nella storia americana ma, giungendo nel mezzo della rivoluzione digitale, puo’ dare forma a Internet e alla sua regolamentazione.

Il controllo del mercato da parte di AOL-Time Warner darebbe infatti loro l’abilita’ di escludere la concorrenza da settori in via di sviluppo quali la televisione interattiva e i servizi di messaggeria istantanea e di telefonia digitale.

Il ruolo della FCC e’ quindi indispensabile ad assicurare che il mercato rimanga aperto alla concorrenza e quindi innovativo, ma e’ estremamente difficile.

“Le possibilita’ e i rischi di questa fusione”, ha commentato Michael Powell, uno dei commissari della FCC, “saranno visibili solo in futuro. Gli effetti sui consumatori in mercati completamente nuovi o addirittura ancora inesistenti sono a dir poco imprevedibili”.

Tra i critici della fusione c’e’ la sensazione che condizioni piu’ severe possano giungere dalla Federal Trade Commission che dalla FCC, ma l’autorita’ della FTC e’ limitata all’interpretazione delle leggi antitrust e della casistica, mentre la Federal Communications Commission puo’ approvare oppure no ogni affare in nome dell’interesse pubblico.