FUGA DAL MERCATO DEI BOND

29 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Brevissimo scambio di battute con medio imprenditore italiano quotato in Borsa: “Ormai se la tua azienda ha dei bond, sei considerato un appestato. Un po’ tutti stanno alla larga. Gli analisti ti guardano male, le banche non ti vogliono nemmeno vedere, i dipendenti sono preoccupati. E mediamente un po’ tutti pensano che se non sei un truffatore, poco ci manca. Io sono fra questi. Non un truffatore, ma uno che ha dei bond. Ne ho giusto uno che mi scade fra parecchi mesi, ma di rinnovarlo, qui in Italia, non si parla proprio. Ho provato con qualche banca, ma mi hanno messo gentilmente alla porta.”.

E allora?

“Allora lancerò un bond internazionale”.

Che cosa vuol dire?

“Sarà un bond nel quale di italiano ci sarà solo l’indirizzo della mia società. Per il resto faccio tutto fuori”.

In concreto che cosa significa?

“I bilanci saranno redatti secondo gli standard internazionali. I revisori dei conti sono internazionali (di Londra in questo caso). I denari verranno raccolti esclusivamente all’estero. Tutto è scritto in inglese e non un solo bond di questi circolerà in Italia. Infatti non avviserò nemmeno le autorità italiane, Consob, Banca d’Italia, ecc., perché l’Italia con questo bond non c’entra niente. Servirà per finanziarie un’azienda italiana, ma vivrà tutto all’estero”.

Ma la sua è un’azienda, lo ha appena detto, italiana. Perché va fuori?

“Sono italiano, è vero. Però qui il mercato dei bond è bloccato da quando è scoppiato il caso Parmalat. Non esiste più. Le banche non vogliono nemmeno sentirne parlare. Dovevano fare una nuova legge sul risparmio per consentire la ripresa del mercato dei bond, ma non l’hanno mai fatta. Io, d’altra parte, devo pur andare avanti, c’è un po’ di ripresa e devo fare gli investimenti per non perdere il treno”.

E così ha deciso di andare all’estero?

“Per la verità all’estero ho già qualche fabbrica, adesso porto anche tutti i bond fuori, vado sui mercati internazionali, dove ci sono leggi molto più rigorose delle nostre (il mio commercialista mi ha detto: questa è la volta che diventiamo persone serie), ma dove il mercato dei bond esiste e funziona. Dove un’azienda si può finanziare”.

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