Flash crash della corona norvegese

23 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Qualcosa di molto strano e’ avvenuto nel mercato valutario: un crollo seguito da una ripresa improvvisa del tasso di cambio tra corona norvegese e dollari Usa che ancora deve trovare una spiegazione.

Come avvenuto alla Borsa Usa il 6 maggio 2010, anche in questo caso solo indagini accurate saranno in grado di stabilire se dietro al crack avvenuto intorno alle 10 del mattino nelle contrattazioni in dollari della valuta ci sia un errore tecnico nei software ad alta frequenza, oppure una volontaria ondata di speculazioni improvvisa.

Il crollo di Wall Street di due anni fa (detto anche Flash Crash) ha visto l’indice Dow Jones colare a picco improvvisamente, gettando nel panico gli operatori. Il paniere delle blue chip e’ arrivato a perdere sino al 9% prima di recuperare qualcosa sul finale.

Nei giorni immediatamente successivi all’evento straordinario, la Securities and Exchange Commission (la Consob americana) ha introdotto nuove regole che contenevano degli “interruttori automatici” alle contrattazioni. Le nuove disposizioni bloccano gli scambi di borsa nel caso si verifichino repentine variazioni nelle quotazioni superiori alla soglia del 10% nell’arco di 5 minuti.

Dalle indagini si e’ scoperto che una singola transazione di grandi dimensioni generata da un software di negoziazione ad alta frequenza della Waddell & Reed Financial ha causato una forte variazione nel prezzo delle azioni.