Fisco: è allarme Tasi, in arrivo salasso per negozi e capannoni

21 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Cgia di Mestre rilancia l’allarme Tasi, sostenendo che, in attesa della delibera dell’aliquota da parte dei 5.900 Comuni che non l’anno ancora fatto, su negozi e capannoni potrebbe profilarsi un aumento del prelievo di 1,6 miliardi di euro rispetto al 2013. In particolare, sui negozi l’aumento medio potrebbe arrivare a 140 euro (+17,1% rispetto al 2013) sui capannoni industriali a quasi 400 euro (+11,4%).

In termini assoluti, il carico fiscale aggiuntivo sugli immobili ad uso commerciale e produttivo previsto per il 2014 potrebbe arrivare a 1,6 miliardi di euro. Questa situazione, secondo la Cgia, si verificherà se i Comuni decideranno di aumentare le aliquote Imu-Tasi sino alla soglia massima prevista per legge dell’11,4 per mille. Gli aumenti di imposta assumono dimensioni ancor più preoccupanti se il confronto viene eseguito rispetto al 2011, anno in cui si e’ pagata per l’ultima volta l’Ici, l’incremento del carico fiscale rischia di essere addirittura esponenziale: per i capannoni potrebbe sfiorare l’ 89%, per i negozi addirittura il 133%.

Si tratta ovviamente di stime, effettuate a partire dalla rendite catastali medie rilevate dall’Agenzia del Territorio. Le aliquote utilizzate in questo esercizio teorico sono quelle medie deliberate dai 100 Comuni capoluogo di provincia negli anni scorsi. Per il 2014, invece, si e’ ipotizzato che i Comuni applichino la medesima aliquota Imu del 2013 e aumentino al massimo quella della Tasi: operazione molto diffusa in gran parte dei Comuni capoluogo di provincia che hanno gia’ deliberato per il 2014.

”Negli ultimi anni – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – l’incremento della tassazione a livello locale e’ stato a dir poco eccessivo. Per quanto riguarda gli immobili, con l’Imu e, da quanto si e’ capito fino a ora, anche con la Tasi, i Sindaci hanno cercato, nel limite del possibile, di non penalizzare le abitazioni principali a discapito delle seconde/terze case e degli immobili ad uso strumentale. E’ bene che ora gli Enti locali facciano attenzione: un ulteriore aumento del carico fiscale sugli immobili produttivi e commerciali potrebbe mettere fuori mercato molte aziende che sono sempre piu’ con l’acqua alla gola per la mancanza di liquidita”’.