FIAT NELL’ OMBRA

30 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Il gran parlare dell’opa bancaria fa dimenticare al grande pubblico di lettori che ormai ci siamo. I giovani eredi e le sorelle Agnelli hanno a quel che si dice incastrato Montezemolo, chiedendogli espressamente di non disertare la presidenza del gruppo torinese, ora che la famiglia si accinge a non esserne più primo azionista. Oppure a evitare con il proprio impegno personale che ciò avvenga: in altre parole spendendo tutti i propri buoni uffici e la propria credibilità, riservatamente con le banche creditrici, al fine di rinnovare il prestito convertendo a condizioni non troppo onerose per l’azienda.

Alcune banche sono del resto favorevoli e senza troppo infierire, come Capitalia. Altre invece chiedono di vederci ben altrimenti chiaro, perché un altro ponte finanziario verso un orizzonte per la Fiat di assoluta incertezza industriale ai loro occhi – e giustamente – non ha un senso né per le banche creditrici né per lo stesso gruppo automobilistico. Fin troppo ha perso tempo, pensano, nelle decisioni che andavano prese invece anni fa.

Per dirne una, mentre Fiat negoziava il convertendo e il put con GM, i francesi di PSA negoziavano con la Toyota la loro joint europea. A Kolin , nella Repubblica Ceca, tra poco comincia la produzione su pianali comuni di 200 mila Peugeot 107, Citroen C1 e di 100 mila Toyota Aygo l’anno. Modelli che insistono nei segmenti di mercato Fiat: progetto pensato e realizzato mentre a Torino si facevano solo conti di debito e valzer di poltrone.

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