Ferruccio Lamborghini, carattere dirompente

28 Gennaio 2020, di Margherita Calabi

La passione per le moto, la nuova collezione di orologi, i progetti per il mercato asiatico e la vita privata: l’erede di una grande famiglia italiana si racconta

 

A soli 28 anni, Ferruccio Lamborghini segna il nuovo corso della Tonino Lamborghini, azienda fondata dal padre 35 anni fa. È determinato, entusiasta e consapevole di cosa vuole dire essere nato in una famiglia come la sua. A Wall Street Italia parla in esclusiva dei suoi ambiziosi progetti.


Ferruccio Lamborghini

Cosa vuole dire avere il DNA Lamborghini?
“Penso sia spontaneo pensare a concetti come la velocità, la sfida, la performance. Vorrei dare una chiave diversa d’interpretazione: il vero tratto distintivo del DNA Lamborghini è la creatività. Mio nonno era un creativo: è partito dai trattori, è passato ai bruciatori e ai condizionatori per poi arrivare all’automobile sportiva, l’oleodinamica e la produzione di vini. Solo una mente creativa può fare tutto ciò. Con lo stesso spirito, negli anni ‘80, mio padre ha sviluppato i suoi prodotti unendo elementi di stile a elementi meccanici”.

La passione per l’automotive e l’ingegneria le è stata tramandata da suo nonno, da cui prende il nome. Come l’ha influenzata?
“Mio nonno è mancato nel 1993. Lo ricordo grazie a mio padre, alle persone che hanno avuto la fortuna di lavorare insieme a lui e da alcune interviste che, puntualmente, riascolto. Prendo spunto dai suoi concetti che, ancora oggi, sono assolutamente attuali”.

Qual è l’insegnamento più importante che ha ricevuto da suo padre?
“L’avere una visione d’insieme e una determinata elasticità mentale per gestire tanti prodotti diversi: un uomo di numeri non può portare avanti un’azienda solo con la mentalità da uomo di finanza. Un leader deve saper fare un po’ di tutto, dalla finanza al prodotto, dal marketing alla comunicazione”.


Gli schizzi dei modelli Spyderleggero Chrono e Cuscinetto

Il rapporto padre-figlio: quali sono i pro e i contro del lavorare in un’azienda di famiglia?
“Ci sono tantissimi pro e pochissimi contro:  il pro è la soddisfazione di creare qualcosa insieme, nonostante la generazione che ci separa. Mio padre mi ha avuto a 43 anni, questo mi ha portato a dover accelerare un po’ i tempi sul mio ingresso in azienda, ma ha anche arricchito il nostro rapporto. Lui mi ha aiutato a maturare sul lato business e io gli ho dato una visione d’insieme più moderna. C’è una gran- de sinergia tra di noi. Devo confessare però che avere il sangue dirompente di un Lamborghini non mi ha sempre aiutato ad essere molto diplomatico nelle discussioni…”.

Chi è Ferruccio Lamborghini? Quali sono le sue passioni?
“Sono il ragazzo della porta accanto. Ho uno stile di vita molto diverso da quello che ci si può aspettare da un Lamborghini. Non mi piaccio- no le situazioni ‘rumorose’, sono una persona solitaria, l’anonimato per me è il massimo del lusso. Ho un husky femmina che si chiama Miura e un meticcio di lupo cecoslovacco che si chiama Arturo. Amo passeggiare con loro in collina. Mi sento un po’ lupo anche io: ho poche amicizie, ma molto leali. Poi ci sono le moto, la mia più grande passio- ne. Oggi corro per hobby, ma sono stato un pilota professionista fino al 2014. Mi sono tolto qualche soddisfazione: un campionato italiano, qualche gara per il mondiale e per gli europei”.

L’universo Tonino Lamborghini include orologi, smartphone di lusso, occhiali, profumi, beverages e progetti di real estate in Asia. Qual è la filosofia che unisce questi mondi?
“Mio padre ha sempre voluto dare all’azienda un approccio trasversale, che andasse a combinare esclusività, qualità e lifestyle. Voglio lavora- re su questo concetto di lifestyle con quella creatività che da sempre rappresenta i Lamborghini”.

La nuova linea di orologi Tonino Lamborghini Swiss Watches è stata immaginata interamente da lei. In primo piano c’è il Cuscinetto, ispirato al primo orologio creato da suo padre nel 1983. Quali sono le caratteristiche di questi modelli?
“Passato, presente e futuro si uniscono nel Cuscinetto, un orologio che si rifà al nostro heritage meccanico e ingegneristico. Volevo riproporlo in chiave nuova, rendendolo una base di partenza per ridefinire tutta la collezione, che oggi include i nuovi modelli Cuscinetto R, Panfilo e i due Spyderleggero. Abbiamo lavorato insieme al designer italiano Fulvio Locci e allo storico produttore svizzero di alta orologeria Armand Nicolet”.

I modelli Panfilo, Cuscinetto R e Cuscinetto

Quali materiali avete utilizzato?
“I cinque nuovi modelli sono realizzati in titanio grado 2 eccezion fatta per gli Spyderleggero, che oltre ad avere lunetta e fondello in titanio hanno la carrure centrale in alluminio anticorodal. Questo si lega al mio passato nel mondo del racing, soprattutto per quanto riguarda ergono- mia e leggerezza. I nostri orologi hanno dimensioni importanti, abbiamo lavorato su materiali leggeri – come le viti Torx e la corona in titanio, la chiusura deployante in titanio e acciaio del cinturino – con una forte tecnicità”.

Oggi siete presenti in Cina con alberghi a 5 stelle e progetti di real estate. Quanto conta il mercato asiatico?
“La Cina è storicamente un paese amico di Tonino Lamborghini. Negli anni ‘80 mio padre è stato uno dei pionieri dell’allora inesplorato mercato asiatico. Il nostro obiettivo oggi è di intensificare la nostra presenza con logiche completamente diverse dal passato, focalizzandoci su progetti di qualità”.

Questo include anche nuovi alberghi di lusso?
Abbiamo tre hotel a cinque stelle: un boutique hotel a Suzhou, un business city center ho- tel a Kunshan e un luxury lakeside resort a Huangshi. Abbiamo poi dei progetti in costruzione: due torri, una residenziale e un hotel, a Chengdu. Sigleremo una joint venture a Hong Kong per la distribuzione dei nostri prodotti e il controllo di tutte le attività online. Ultimi, ma non meno importanti, gli showroom e i punti vendita della linea home furnishings, che includono arredamento, piastrelle e rubinetteria”.

Progetti futuri: arriverà anche il vino firmato Tonino Lamborghini?
“Nel 1968 mio nonno creò un’azienda vitivinicola in una tenuta in Umbria, ai piedi del lago Trasimeno. Dopo la sua morte, le strade della tenuta e della mia famiglia si sono divise, ma abbiamo continuato a produrre vino con uno dei due marchi, Sangue di Miura. Nel 2015 questa proprietà è stata rilevata da un imprenditore italo-cinese, con cui ho stretto da subito un ottimo rapporto. Gli ho proposto una joint venture per ricollegare marchi e famiglia Lamborghini alla proprietà. Riccardo Cottarella, uno degli enologhi più famosi al mondo, sta già lavorando sulla definizione dei blend per i nuovi vini Lamborghini Sangue di Miura. Questa è oggi per me una grandissima soddisfazione: l’ultima foto che ho con mio nonno è proprio in questa tenuta. Dopo 26 anni ci sono tornato”.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di gennaio del magazine Wall Street Italia.