FCA, multa record da $105 milioni. Usa: “ha fallito nel proteggere americani alla guida”

28 Luglio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Fiat Chrysler (FCA) raggiungerà un accordo per pagare al dipartimento di Trasporti degli Stati Uniti una multa record di $105 milioni, causa il ritardo con cui la società ha agito per ovviare a problemi di sicurezza di alcuni suoi veicoli. Il titolo nella sessione della vigilia ha registrato un forte tonfo, fino a oltre -7%, ed è stato sospeso anche per eccesso di ribasso risentendo, oltre che della notizia, anche della raffica di vendite sui mercati europei. Le quotazioni hanno bucato al ribasso durante la seduta quota 13 euro.

Oggi il titolo recupera, complice anche la nota della società, che ha reso noto che la multa da 105 milioni che dovrà pagare per la violazione del Motor Vehicle Safety Act – insieme di regole che disciplinano negli Stati Uniti la sicurezza stradale e che riguardano le macchine difettose – non avrà “un impatto significativo sulla sua posizione finanziaria, sulla sua liquidità o sui suoi risultati”, “contrariamente a quanto riferito da taluni resoconti di stampa”.

FCA accetterà anche di dotarsi di un supervisore indipendente, che avrà il compito di monitorare, nel lungo termine, le procedure adottate dal gruppo per gestire i richiami di auto.

Ieri ha perso quasi il 7% (6,94%) dopo la notizia di una multa una serie di regole per la sicurezza degli automobilisti, riguardanti la riparazione di veicoli difettosi.
Oggi invece recupera.

Con l’accordo, il colosso automobilistico guidato da Sergio Marchionne ha sofferto l’imposizione della multa più alta mai imposta dall’agenziache disciplina il mercato auto in Usa, la National Highway Traffic Safety Administration.

Il tutto è nato lo scorso 2 luglio, quando l’agenzia ha stabilito che FCA ha impiegato troppo tempo nel richiamare diversi veicoli difettosi, ritardando allo stesso tempo la produzione di componenti necessari per riparare i difetti e non avvertendo i proprietari delle macchine interessate.

La NHTSA ha esaminato una serie di 23 richiami operati dall’azienda che hanno coinvolto più di 10 milioni di veicoli. I richiami sono stati effettuati allo scopo di riparare diversi difetti ma sono stati, per l’appunto, tardivi.

FCA aveva infatti identificato i difetti all’inizio del 2013, ma ha impiegato più di due anni per porvi rimedio.

Stando a quanto ha riportato il Wall Street Journal, il primo quotidiano che ha diffuso le indiscrezioni, l’azienda “ha effettuato riparazioni in malafede o non tempestive dei veicoli richiamati e non ha avvertito tempestivamente i proprietari delle auto del fatto che le loro macchine avrebbero dovuto essere richiamate per difetti di produzione”.

Non solo: il gruppo “ha ostacolato il lavoro o mandato in confusione” le autorità di controllo nel comunicare i dati delle auto difettose.

Tra i casi, quello che riguarda la riparazione di 1,56 milioni tra Jeep Liberty e Grand Cherokee, a rischio di incendi, ma anche i difetti dei pickup Ram che avrebbero portato il conducente a perdere il controllo del veicolo.

Ieri, un monito è arrivato dal segretario Usa al dipartimento dei Trasporti, Anthony Foxx, rivolto all’intero settore auto.

“Individuare i difetti” nei veicoli, ha detto Foxx, “non è sufficiente”. I produttori di auto “devono risolvere i problemi altrimenti pagheranno un prezzo”.

Nel caso specifico di Fiat, la società “ha fallito nel rispettare gli obblighi legali. E peggio ancora, ha fallito nel rispettare il suo più importante obbligo: proteggere la sicurezza degli americani alla guida”. (Lna)