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Family office, gli investimenti vanno verso il private credit e le infrastrutture

L’incertezza geopolitica è oggi la principale preoccupazione per l’84% dei family office. Così emerge dal Family Office Survey 2025 di BlackRock secondo cui le tensioni internazionali influenzano direttamente le decisioni di allocazione del capitale, portando a un cambiamento significativo delle strategie d’investimento.

Secondo i dati raccolti, il sentiment generale dei family office è diventato negativo per la prima volta dal 2020, a causa delle tensioni sul commercio internazionale e della crescente frammentazione geopolitica. Questo clima di instabilità ha spinto gli investitori ad adottare strategie sempre più prudenti e diversificate guardando con particolare agli asset non quotati e per questo meno esposti alla volatilità dei listini.

Cresce l’interesse per il private credit e le infrastrutture

Come spiega Mireille Abujawdeh, responsabile per i Family Office in Emea di BlackRock, gli investitori europei stanno aumentando l’esposizione verso il private credit e le infrastrutture, asset ritenuti più resilienti. Il private credit viene apprezzato per liquidità e potenziale rendimento, mentre le infrastrutture offrono stabilità nei flussi di cassa e protezione contro l’inflazione.

Dalla survey emerge inoltre come gli asset alternativi rappresentano oggi il 42% dei portafogli, in crescita rispetto al 39% del 2022-2023. Le previsioni per il biennio 2025-2026 indicano che il 32% dei family office intende aumentare l’esposizione al private credit, mentre il 30% punta sulle infrastrutture. Tra le strategie preferite nel private credit, spiccano le special situations/opportunistic e il direct lending.

Le infrastrutture sono sempre più centrali nelle strategie dei family office: il 75% ha una visione positiva su questo asset, attratto dalla capacità di generare flussi stabili, diversificare il portafoglio e resistere alla volatilità. Nei prossimi 12 mesi, il 54% aumenterà le allocazioni in strategie opportunistic e il 51% in strategie value-add.

In risposta al clima di incertezza, il 68% dei family office punta ad aumentare la diversificazione, mentre il 47% cerca fonti alternative di rendimento. Tra queste rientrano asset illiquidi, azioni extra-USA, alternative liquide e liquidità. L’obiettivo è rendere i portafogli più resilienti a shock esterni.

Molti family office stanno rafforzando le collaborazioni con partner esterni, in particolare nei mercati privati. Le lacune interne sono evidenti nel reporting (57%), nel deal sourcing (63%) e nell’analisi dei mercati privati (75%). Il 22% ha già adottato o valuta l’opzione di un Outsourced Chief Investment Officer (OCIO) per colmare queste carenze.

Intelligenza artificiale: curiosità sì, adozione limitata

L’intelligenza artificiale suscita interesse dei family office, ma l’adozione diretta è ancora limitata. Solo il 33% utilizza tecnologie di IA nei propri processi, mentre il 45% preferisce investire in aziende che sviluppano soluzioni IA. Il 51% vede opportunità d’investimento nei settori che trarranno vantaggio dalla crescita dell’IA, pur riscontrando ostacoli tecnici e organizzativi all’implementazione interna.