Evasione fiscale: stop al contante è “lotta di civiltà”

4 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Da anni si discute ormai dell’opportunità di ridurre la quantità di contanti in circolazione in Italia, e di favorire parallelamente la diffusione della moneta elettronica. La battaglia per incentivare i pagamenti con carta di credito, bancomat e prepagate, è anche al centro dell’ultima petizione di War on Cash, che intende raccogliere le firme dei cittadini per spingere le istituzioni italiane ed europee ad aumentare gli sforzi anti-banconote.

A favore dell’iniziativa anche il Movimento Difesa del Cittadino che, col suo Presidente Antonio Longo, ha definito questa iniziativa come una “lotta di civiltà, che non si può condurre solo attraverso la normazione legislativa ma è fondamentale il coinvolgimento dei cittadini”. Proprio sugli utilizzatori – anzi non-utilizzatori – delle carte prepagate e affini bisogna puntare, con interventi legislativi e investimenti culturali, al fine di sradicare l’affezione tutta italiana per il contante.

“Sono state fatte molte cose di recente dagli ultimi governi per aumentare la tracciabilità nell’uso del contante – prosegue Longo – come per esempio le limitazioni e l’obbligo dal 2014 per tutti gli esercizi commerciali di accettare bancomat e carte. Molte cose sono in via di definizione anche grazie ai temi affrontati dall’agenda digitale che investe sui sistemi di pagamento per l’e-commerce. L’Italia deve cambiare velocemente marcia sull’uso del contante ma le norme vanno condivise a livello europeo altrimenti si rischia di creare effetti depressivi e penalizzanti per il singolo Paese. L’Italia può certamente diventare il driver di questo cambiamento”.

Per dirla con War on Cash, “non ci sono validi motivi per preferire i contanti alla moneta elettronica”. Quest’ultima, infatti, è l’unica a offrire garanzie in caso di smarrimento e furto, oltre a impedire che vengano effettuate transazioni illecite. Quanto ai costi, attualmente a carico soprattutto degli esercenti, è verosimile – secondo Longo – che una maggiore diffusione dei pagamenti digitali porti anche all’abbassamento delle commissioni.

I vantaggi sono più concreti di quanto si pensi. “Pensiamo – sostiene Longo – ad un sistema che ci permetta di pagare tutti i nostri acquisti e servizi, dal biglietto dell’autobus alla visita medica, con un’unica carta, riducendo drasticamente il numero di furti e rapine e azzerando i fenomeni di evasione fiscale. Pensiamo alla crescita esponenziale dell’e-commerce e alla possibilità di poter acquistare i prodotti comodamente da casa. Inoltre, se ci concentriamo sul tema dell’evasione fiscale, che secondo alcuni studi ISTAT raggiunge circa il 18% del PIL (120 miliardi di euro), allora i benefici per i consumatori, e non solo, sarebbero enormi. Un maggior utilizzo dei pagamenti elettronici contribuirebbe a creare un Paese in cui tutti pagano le tasse e tutti pagano meno, un Paese efficiente, civile. Per quanto riguarda le controindicazioni – conclude il Presidente MDC – c’è da sottolineare il cosiddetto divario digitale e considerare dei programmi di alfabetizzazione finanziaria che aiutino giovani, anziani e meno esperti ad imparare il corretto uso di carte di credito e bancomat”.

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