EUROTUNNEL: FORTI SOSPETTI DI INSIDER TRADING

23 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

C’e’ il fondato sospetto di insider trading nei confronti di alcune banche azioniste della società
Eurotunnel.

L’ha scritto oggi il quotidiano francese Liberation, precisando che nel 1994 il Credit Lyonnais, la banca Indosuez e altri istituti di credito approfittarono di informazioni confidenziali per speculare al ribasso sul titolo.

Citando stralci degli atti di un’istruttoria affidata al magistrato signora Dominique de Talencé, il quotidiano sostiene che le banche utilizzarono informazioni ignorate dal pubblico.

In particolare, il fatto che molti degli istituti di credito sospettati di pratiche illecite erano garanti, azionisti e in qualche caso “consiglieri finanziari” di Eurotunnel. Il momento che i periti nominati dal giudice hanno preso in esame è quello
del terzo aumento di capitale della società, nel maggio 1994.

Per renderla appetibile, la società scrisse – nel suo prospetto borsistico -“informazioni irrealistiche o inesatte”, parlando di apertura imminente della linea ad alta velocità Parigi- Londra. In realtà, confidenzialmente, la
direzione della società fece trapelare i suoi timori per un ritardo.

Il titolo valeva 40 franchi ad azione, l’aumento di capitale sarebbe stato emesso a 22,50 franchi, ma l’informazione restò ‘confidenziale’. Alcune banche vendettero massicciamente allo scoperto, provocando un crollo del titolo che i piccoli
azionisti, ignari, si ritrovarono a subire.