Euro sopra $1,32. Quanto conta la volatilità

19 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Vale la pena di intraprendere la breve disamina dei fatti finora avvenuti, tracciando poi gli imminenti scenari futuri, partendo dal cambio principe Eurodollaro la cui dinamica di prezzo ricalca da un punto di vista strettamente grafico la logica del breakout.

E’ stata infatti molto precisa la congestione che ha visto il cambio intrappolato all’interno di circa 30 pips per tutta la giornata di lunedì e fino alla metà del pomeriggio di ieri, congestione ben accompagnata dalla media a 21 periodi sul grafico orario a fare da supporto e che vedeva nel livello di 1,3180 il suo punto di resistenza statica.

La volatilità di breve favorita dagli operatori americani, ha poi permesso di violare il prezzo sopracitato che poi è stato in grado di superare la soglia psicologica di 1,32 per portarsi verso quella che è il primo punto statico di approdo in area 1,3280.

Cosa si cela però dietro quello che appare come un setup da manuale di analisi tecnica? Bene, l’elemento caratterizzante di quanto descritto finora è tipicamente rappresentato dalla volatilità, quel parametro che si sostanzia matematicamente come il discostamento da un prezzo medio (quello della lateralità ad esempio) e in linea di principio come il propulsore in grado di generare un movimento potente e repentino laddove ci sia stata una fase di precedente contrazione.

E’ molto semplice contribuire al ragionamento attraverso i meccanismi di correlazione, che fanno si che a movimenti di questo tipo su un cambo valutario corrispondano movimenti simili (sebbene meno importanti) su altri cambi tipicamente legati piuttosto che su indici azionari e materie prime con i quali il cambio in questione conserva una tipica correlazione; è facile notare che, eccezion fatta per l’indice tedesco Ger30 e quello americano S&p500 seppur con le dovute differenze, non abbiamo apprezzato simili dinamiche di prezzo su tanti altri strumenti che pur siamo abituati ad osservare in maniera molto simile all’Eurodollaro.

Inoltre possiamo andare a considerare un parametro preciso che è rappresentato dalla volatilità implicita delle opzioni su valuta, un fattore determinante nel calcolo del premio che si paga o si incassa per il diritto di esercitare l’opzione, che confrontato ad un orizzonte temporale di 3 mesi precedenti risulta molto basso.

Sulla base di questo, che tipo di ragionamento proviamo a porre in essere? Il grafico è sicuramente il nostro strumento di ultima istanza, quello a cui guardiamo per intraprendere un’operazione che trova in altri fattori poi delle conferme. E’ pur vero che se ci poniamo nell’ottica di tradare un breakout dobbiamo essere ben consapevoli delle sue caratteristiche; nella fattispecie la mancanza di un’importante volatilità sottostante potrebbe indurre il cambio ad arrestarsi e potenzialmente a ritracciare, laddove comunque permangono segnali rialzisti di medio periodo che ora potrebbero però non essere avvalorati.

Da un punto di vista di dinamiche macro potremmo attenderci movimenti simili sui cross yen, dal momento che il Nikkei ha chiuso con un nuovo +2,4% sulla scia del nuovo Governo e le voci su una nuova inieizione di liquidità da parte della BoJ già dal prossimo meeting di dopodomani.

Intanto si fanno progressi anche sul fiscal cliff e questo motiva gli importanti rialzi dell’azionario Usa ( il market driver in questo momento), mentre ci apprestiamo a vivere una giornata non ricca di market mover e quindi che graficamente potrebbe rivelarsi molto tecnica anche per il breve.

EurUsd

Dopo l’ampia fase congestiva che ha visto il cambio muoversi all’interno di 30 pips, abbiamo assistito ad un preciso movimento di violazione di 1,3180 con contestuale superamento della soglia psicologica di 1,32, all’interno di un movimento molto legato alle dinamiche correlative con gli indici americani.

Il primo livello di resistenza statica è rappresentato da 1,3280, mentre nel breve può esserci di grande ausilio la media a 21 periodi del grafico orario che ben accompagna il movimento e può rappresentare lo strumento ideale per ingressi in scia al movimento sul pullback della stessa, in primis a 1,3220.

UsdJpy

Chiuso parte del gap di inizio settimana, il cambio ha ripreso la sua corsa sulla strutturale debolezza di yen e sta provando a mettere a segno nuovi massimi sopra 84,40. Cruciale è infatti questo livello per capire se possa essere in formazione un doppio massimo di inversione, potenzialmente suffragato da una divergenza ribassista sul grafico giornaliero per ritorni in area 82,85. La prosecuzione del movimento, ben accompagnato dalla media a 21 periodi su time frame a 1 ore e 4 ore ci portano ad osservare quota 85 e 85,60 come prosismi punti di approdo.

EurJpy

Si ripete la dinamica alla quale assistiamo da qualche tempo è cioè la contemporanea forza di euro e grande debolezza di yen, che ci fanno preferire questo cambio ad altri. Potenziale il breakout di 111,50 per arrivi a 112,20, mentre appaiono verosimili fisiologici ritracciamenti a 11,30 e 111,10.

GbpUsd

Sul cable ci troviamo ancora distanti da un significativo punto di medio periodo che individuiamo collocato in area 1,63. In potenziale formazione in queste ore una divergenza ribassista sul 4h per ritorni precisi a 1,6220.

AudUsd

E’ di questi minuti la divergenza rialzista sul grafico orario che, a superamenti della media a 21 periodi, potrebbe condurci in area 1,0535 con estensione a 1,0550. Da seguire ancora l’1,0490 come punto di supporto statico di breve importante.

XauUsd

Prezzo cruciale per l’oro, che si poggia nuovamente sul supporto dinamico rappresentato dalla trendline di lungo periodo che accompagna il movimento da fine 2008 a quotazioni di 700 dollari l’oncia. Per ora la media semplice a 200 periodi sul daily ha costituito un ottimo supporto sul 1660. Un nuovo tentativo di approfondimento con violazione della bullish trendline sotto 1650 potrebbe perciò essere cruciale per un pesante short di oro. Ingressi long buoni a partire da 1685.

UsOil

Su un daily si evince la lateralità della quotazione del WTI da poter tradare sui livelli di 89,50 e 84,15, nella prospettiva di potersi poi girare sul breakout di uno dei due lati. Nel breve restano ancora 87,70 e 88,70 i livelli rispettivi di supporto e resistenza.

*Questo documento e’ stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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