Ermenegildo Zegna scalda i motori in vista della quotazione a Wall Street

17 Novembre 2021, di Mariangela Tessa

Mentre Ermenegildo Zegna scalda i motori in vista del debutto alla Borsa di New York, previsto entro fine anno, emergono dettagli sull’operazione. Il gruppo approderà sul listino newyorkese attraverso una business combination con la spac Investindustrial Acquisition Corp, società-veicolo promossa nel 2020 dalla Investindustrial di Andrea Bonomi con l’obiettivo di portare aziende italiane negli Usa.

Ed è proprio Bonomi, in un’intervista al Sole 24  a fornire dettagli sull’operazione.

Abbiamo raccolto complessivamente circa 900 milioni di dollari creando negli Stati Uniti la più grande SPAC per il mercato europeo, perché ritengo che per realtà importanti ed internazionali gli USA restino la vetrina migliore e gli investitori del lusso lo sanno bene” ha spiegato, aggiungendo che “L’interesse per il Gruppo Zegna è stato elevatissimo e l’ammontare raccolto dal PIPE lo dimostra. Abbiamo ottenuto 250 milioni di dollari di ulteriore raccolta in aggiunta alla dotazione iniziale, ben oltre quanto avevamo immaginato. Credo sia importante per i brand italiani fortemente globalizzati trovare un modo agevole di rivolgersi agli investitori internazionali e la SPAC, come quella ideata da noi in questo caso, può essere lo strumento più adatto specie in un mercato come quello statunitense che resta la via preferenziale per ottenere la massima visibilità”.

L’operazione, annunciata la scorsa estate, prevede che la famiglia Zegna mantenga una partecipazione pari al 62% del capitale, mentre Investindustrial e altri soci avranno l’11%. Il resto, invece, andrà sul mercato. La  realtà nata dalla fusione avrà un enterprise value iniziale atteso di 3,2 miliardi di dollari con una capitalizzazione di mercato prevista di 2,5 miliardi.

Intanto nel primo semestre 2021, il gruppo del lusso ha registrato ricavi pari a 603,3 milioni di euro, in aumento del 49,9% rispetto al primo semestre 2020 grazie soprattutto all’accelerazione nell’area Greater China, dove è cresciuta dell’81,1% nei primi sei mesi dell’anno. I ricavi del gruppo in Italia sono passati da 51,3 milioni di euro a 84,7 milioni di euro, mentre negli Stati Uniti sono passati da 50,5 milioni di euro a 65,1 milioni di euro.