Elezioni Usa, Clinton vuole che i ricchi paghino più tasse

13 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Hillary Clinton al contrattacco quando gli ultimi sondaggi danno il suo avversario Bernie Sanders avanti di ben 14 punti in New Hampshire. Una vera doccia fredda. Per fronteggiare la sfida da sinistra sferrata dal senatore liberal Clinton tenta di accattivarsi la classe media e gioca la carta fiscale contro i ricchi promettendo una sovrattassa del 4% per chi guadagna oltre 5 milioni di dollari l’anno.

Un livello – come ha sottolineato la stampa americana –  che non si vedeva da 30 anni e che va oltre la Buffet rule, ovvero la proposta dell’investitore Warren Buffett -sostenuta da Barack Obama – di applicare una tassa minima del 30% a chi ha un reddito lordo di oltre due milioni di dollari.

L’aliquota fiscale che colpisce i redditi più elevati raggiunge il 39,6% negli Usa ma grazie a vari escamotage finanziari le fasce piu’ alte di reddito sono spesso tassate meno: i 400 americani che hanno guadagnato di più nel 2013 hanno pagato in media il 23% di tasse, secondo il team della Clinton, che cita il fisco americano.

Ma a quanto pare gli sforzi della Clinton non bastano e a meno di tre settimane dall’inizio delle primarie la frontrunner si ritrova a fronteggiare l’avversario ‘socialista’ piu’ galvanizzato che mai con i sondaggi che lo vedono in netta rimonta. E sono subito scintille.

Sembra infatti archiviato quel fair play con cui i due rivali si erano presentati all’America nei primi dibattiti in diretta tv. Adesso e’ lotta aperta. Hillary e’ sul piede di guerra e Sanders risponde: adesso “e’ in serie difficolta’”, per questo attacca.

“Un candidato che credeva in principio di essere il predestinato, si trova adesso in una corsa molto difficile in Iowa e New Hampshire“.