Edilizia, ANCE “occorrono interventi contro la crisi”

14 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Più di 200 mila posti di lavoro perduti e oltre duem,ila imprese fallite. Questo il drammatico bilancio della crisi nel settore delle costruzioni. Lo rileva l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE), presentando il bilancio consuntivo del settore nel 2009, da cui emerge anche un crollo degli investimenti del 18%, delle compravendite di nuove abitazioni del 30% e dei lavori pubblici del 16%. Ma l’ANCE fa appello al Governo per la modifica del Patto di Stabilità Interno. “In una fase del ciclo economico in cui è assolutamente necessario immettere liquidità nel sistema – sottolinea l’Associazione – si assiste, da mesi, ad un’attività opposta che, attraverso il sistematico ritardo nei pagamenti, sottrae liquidità alle imprese impegnate nella realizzazione di opere pubbliche”. Secondo l’ANCE, il Patto di stabilità interno costringe gli Enti locali ad allungare i tempi di pagamento, oltre a ridurre la parte più virtuosa e discrezionale della spesa pubblica, gli investimenti in conto capitale. Occorre perciò una modifica strutturale delle regole del Patto di Stabilità Interno, ricorrendo anche a urgenti provvedimenti temporanei. Altra priorità è quella di garantire i pagamenti alle imprese. L’ormai cronico ritardo con cui le Amministrazioni Pubbliche pagano le imprese di costruzioni per i lavori eseguiti – sottolinea l’ANCE – pone le stesse imprese di fronte ad una crisi finanziaria in grado di minacciarne la sopravvivenza. Un problema che è stato affrontato dalla Commissione europea in una nuova Direttiva, ma che richiede un’azione immediata in Italia, anche coinvolgendo la Cassa Depositi e Prestiti nel pagamento delle imprese per conto della Pubblica Amministrazione. Occorre poi sbloccare le risorse per infrastrutture, pari a circa 11,2 miliardi di euro, deliberate dal Cipe a giugno 2009. L’ANCE sottolinea infatti che “adistanza di quasi un anno, le ricadute del Piano sul mercato delle nuove opere pubbliche sono praticamente nulle (solo 20 milioni di euro affidati). Manca almeno la meta delle risorse di cassa necessarie per realizzare il Piano e non si fa neanche chiarezza sull”utilizzo delle risorse che ci sono”. Occorre dunque accelerare l’effettiva realizzazione del Piano infrastrutturale approvato dal Cipe, mettere a disposizione le risorse disponibili in tempi certi e dare priorita agli interventi diffusi sul territorio. Tra gli strumenti necessari per accelerare processi virtuosi di uscita dalla crisi per l’ANCE c’è anche l’utilizzo della leva fiscale. Uno di questi è il ripristino dell’IVA per le cessioni di abitazioni poste in essere dalle imprese di costruzioni anche dopo i 4 anni dall’ultimazione dei lavori. Stesso discorso vale per l’attuazione dei piani urbanistici. Ultimo tema ma non meno importante è quello che riguarda gli interventi per il mercato del lavoro. Secondo l’ANCE occorre l’impegno di tutte le parti sociali e degli organi istituzionali per garantire la presenza sul mercato di imprese regolari in materia retributiva e contributiva, oltre che individuare i criteri di accesso all’attività di imprenditore edile, nonché quelli di qualificazione, connessi anche agli aspetti relativi alla sicurezza dei lavoratori. E’ fondamentale ampliare lo strumento della Cassa integrazione guadagni ordinaria in edilizia prevedendo l’equiparazione delle modalità del trattamento a quello dell’industria in senso stretto.