E-COMMERCE: LA DUBBIA LISTA DI GOLDMAN SACHS

20 Giugno 2000, di Redazione Wall Street Italia

Un rapporto di Goldman Sachs elenca le societa’ dell’e-commerce destinate al successo e quelle invece che falliranno e sembra che la chiave per sopravvivere sia una sola: diventare clienti della banca d’affari.

Tutti i vincenti, tranne uno, si affidano infatti a Godman Sachs per la consulenza finanziaria e l’investimento.

L’analista Anthony Noto ha esaminato 32 societa’ del commercio elettronico in base al tasso di utilizzo della liquidita’, sottraendo le perdite operative di ogni trimestre di quest’anno dalla posizione alla fine del primo trimestre. Questo ha lasciato parecchie societa’ in rosso, compreso il cliente Goldman Sachs PlanetRX. Almeno 10 societa’ dovranno cercare capitali entro quest’anno o l’inizio dell’anno prossimo, un’impresa non facile visto la condizione del mercato.

La banca d’affari divide le societa’ esaminate in tre gruppi; quello con le migliori probabilita’ di sopravvivenza comprende e Toys che ha raccolto la scorsa settimana $100 milioni di capitale, ma in termini meno favorevoli dell’Ipo del maggio 1999 (il titolo, che ha raggiunto il massimo di $86 a ottobre veniva trattato lunedi’ a poco piu’ di $5), Ashford.com, Barnes& Noble.com, eBay, 1-800-Flowers.com, Priceline.com e Webvan. Amazon.com e’ l’unica societa’ slegata da Goldman Sachs ad essere considerata favorevolmente.

Tra i commercianti online in posizione tentennante, HomeGrocer e Drugstore.com che alla fine del primo trimestre avevano in cassa rispettivamente $257,1 milioni e $174,7 milioni – molto piu’ di alcune societa’ del primo gruppo- e PlanetRx, il cliente Goldman Sachs che alla fine dell’anno dovrebbe essere in perdita di $12,8 milioni, una posizione meno favorevole di molte delle societa’ dell’ultimo gruppo, quelle cioe’ che non ce la faranno.

Anthony Noto difende le sue posizioni escludendo ogni legame tra la ricerca in questione e la relazione di Goldman Sachs con le societa’, ma l’annoso problema delle prese di parte continua ad attirare l’attenzione. Soprattutto con la recente competizione tra le banche d’affari per aggiudicarsi l’interesse delle dot-com.

“Gli analisti di ricerca sono diventati parte integrante della divisione di investimento”, commenta il professor Samuel Hayes della scuola di business di Harvard. ” Il loro compenso e’ legato a doppio filo al fatturato generato dalle commissioni della divisione investimento e ci si aspetta che sostengano le societa’ clienti”.

Allo stesso tempo, secondo Steven Galbraith di Sanford C. Bernstein, il mercato delle Ipo dell’anno scorso ha portato gli investitori istituzionali a porre piu’ enfasi sull’aggiudicarsi ingenti partecipazioni in Ipo piuttosto che sulle analisi, causando il declino della qualita’ della ricerca.

Qualunque siano le ragioni, 15 societa’ dell’e-commerce hanno ricevuto una classificazione negativa, sebbene 11 di queste prevedano di terminare l’anno con un cash flow positivo. Nessuna delle 15 societa’ dell’ultimo gruppo e’ cliente di Goldman Sachs.

Anthony Noto ha sottolineato che la selezione delle societa’ di ogni gruppo non e’ stata basata sul flusso di cassa, ma su una serie di ‘fattori chiave di successo’ che sono anche gli stessi criteri che Goldman Sachs utilizza nella decisione di sottoscrizione delle Ipo.

Ma quali sono i fattori di successo? Secondo l’analista sono un ampio mercato, una diretta tendenza verso risultati positivi e buona gestione, marketing e relazione clienti.